Cappella Marincola a Catanzaro "dimenticata". L'avvocato Casalinuovo suona la sveglia: "Traccia importante della storia della nostra città"

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images Cappella Marincola a Catanzaro "dimenticata". L'avvocato Casalinuovo suona la sveglia: "Traccia importante della storia della nostra città"
Aldo Casalinuovo
  31 dicembre 2020 10:22

di ALDO CASALINUOVO*

Caro Direttore, il nostro cimitero monumentale ospita un pregevole, piccolo edificio gentilizio che meriterebbe senz'altro un'opera di restauro e di recupero. Mi riferisco alla cappella Marincola, situata nella parte alta del cimitero di via Paglia, a Catanzaro. Si tratta, appunto, di una cappella gentilizia, costruita  nel 1863, rivestita con piastrelle di maiolica e al cui interno è custodita una scultura di Sant'Ignazio di Loyola, risalente al 1600, opera di Cosimo Fanzago.

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Non so a chi sia intestata attualmente la proprietà della cappella e se essa sia sottoposta a vincolo da parte della Soprintendenza ai beni archeologici e culturali. Quel che appare chiaro è che essa è certamente una traccia importante della storia della nostra città, come inequivocabilmente attesta l'originale targa in marmo, posta in alto sul portale d'ingresso e ormai quasi completamente consumata e scolorita, sulla quale si può leggere: "Questa cappella rurale edificò D. Elisa Marincola l'anno 1863".

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Non per nulla, qualche anno fa, Vittorio Sgarbi, nel corso di una sua rapida permanenza in città,  volle visitarla, apprezzandone il profilo storico- architettonico nonché quello artistico, con particolare riferimento alla scultura del Fanzago in essa custodita. Ad essa, peraltro, si associa la nota e travagliata storia d'amore ottocentesca  tra la giovane fanciulla Rachele De Nobili e il suo altrettanto giovane spasimante Saverio Marincola che, osteggiata dalle rispettive famiglie e sfociata infine in tragedia, rimane una pagina di grande passione e di tenero sentimento nella iconografia cittadina, sullo sfondo del regno borbonico.

Chissà, allora, mi vien da chiedere, se ci siano spazi per un recupero dell'edificio, oggi tristemente abbandonato? Chissà se qualcuno che può - nella pubblica amministrazione - voglia e possa approfondire la cosa e dare il la per una azione di restauro dello storico edificio gentilizio e di restituzione dello stesso al patrimonio di memoria della nostra città? Potrà sembrare una segnalazione minore, ma forse è proprio dalla cura delle cose che possono apparire meno significative nella quotidianità di ogni giorno che si ritrova e si rilancia l'identità di una comunità.

La ringrazio dell'ospitalità, caro Direttore, formulando a lei e ai lettori de La Nuova Calabria i miei migliori auguri (quanto ne abbiamo bisogno oggidì!) di un sereno 2021.

*avvocato

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