Carcere Cosenza, Sinappe non firma l’accordo decentrato

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  06 giugno 2026 18:35


“In data 5 giugno si è tenuto l'atteso incontro finalizzato alla sottoscrizione dell'Accordo 
Decentrato Locale (ADL) presso la Casa Circondariale di Cosenza. In tale sede, mantenendo 
una linea di assoluta coerenza con quanto fermamente rappresentato nel corso di tutti i tavoli 
propedeutici, il SiNAPPe ha deciso di NON siglare l’accordo – a dichiararlo il Vice 
Segretario Regionale Cristina BUSA’.
La nostra Organizzazione Sinadacale non può e non vuole rendersi complice di un 
accordo pattizio che non tutela adeguatamente le donne e gli uomini della Polizia 
Penitenziaria e che presenta gravissime lacune operative. Firmare un documento di tale 
portata avrebbe significato legittimare un sistema penalizzante e privo della necessaria 
trasparenza. 
Il lavoro svolto quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria 
- continua il Vice Segretario Regionale SiNAPPe Cristina BUSA’- non è un lavoro come gli 
altri: si tratta di una missione delicatissima, intessuta di sacrifici invisibili, iperresponsabilizzazione e una costante pressione psicofisica, vissuta in prima linea per 
garantire la sicurezza dello Stato e la legalità all'interno degli istituti e proprio per la 
peculiarità e la gravosità di questo servizio, ogni lavoratore ha il sacrosanto diritto di 
coltivare legittime aspirazioni di crescita professionale, di poter contare su una 
mobilità interna trasparente e su una valorizzazione del merito. Negare queste 
prospettive significa spegnere la motivazione di chi indossa con orgoglio questa divisa. 
Le ragioni del nostro fermo diniego si articolano su motivazioni imprescindibili che 
investono l'intera gestione del personale dell'istituto bruzio, giudicata fortemente lacunosa: 
Riteniamo inaccettabile la mancanza di una chiara e definita calendarizzazione della 
permanenza del personale nei singoli posti di servizio. 
La mancata previsione di un limite temporale nell'incarico lede il principio di 
trasparenza e non garantisce la doverosa rotazione. 
È impensabile che si possa assistere a situazioni in cui singoli operatori occupino il medesimo 
posto di servizio per decenni, in alcuni casi da oltre trent'anni, in totale controtendenza 
rispetto allo spirito e alle direttive delle norme anticorruzione e delle linee guida ANAC sulla 
rotazione degli incarichi nella Pubblica Amministrazione. Permettere una permanenza 
ultradecennale, consentendo di partecipare ripetutamente a interpelli per la stessa identica 
posizione, blocca di fatto il turn-over e tarpa le ali alla crescita professionale degli altri 
colleghi. 
Abbiamo riscontrato l'applicazione di criteri e punteggi legati a requisiti che, all'atto pratico, 
non appaiono confacenti né utili alle reali priorità operative e ai compiti istituzionali che la 
Polizia Penitenziaria svolge ogni giorno. Al contempo - conclude il Vice Segretario Regional
Cristina BUSA’- si rilevano storture nei criteri di esclusione e l'introduzione di penalizzazioni 
che sanzionano il personale anziché incentivarne la mobilità interna su basi meritorie. 
Il SiNAPPe non firmerà mai "cambiali in bianco" a discapito dei diritti dei poliziotti 
penitenziari. Continueremo a batterci con determinazione in ogni sede opportuna affinché 
l’Amministrazione riconosca i diritti, il valore e la dignità del personale della Casa 
Circondariale di Cosenza, pretendendo regole scritte chiare, uguali per tutti e realmente 
calibrate sulle effettive esigenze di chi lavora in prima linea.


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