Carcere di Arghillà nel caos, nuova aggressione agli agenti: la denuncia del CON.SI.PE.

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images Carcere di Arghillà nel caos, nuova aggressione agli agenti: la denuncia del CON.SI.PE.


  18 giugno 2026 20:23

Ancora violenza all’interno dell’istituto penitenziario di Arghillà. Nelle ultime ore si è verificata l’ennesima aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria da parte di un detenuto extracomunitario ospitato nella sezione in questione, che conta attualmente circa 117 detenuti.

L’episodio si inserisce in un contesto già fortemente critico. Solo la scorsa settimana lo stesso detenuto avrebbe aggredito e ferito due agenti, mentre in precedenza, insieme ad altri detenuti, avrebbe danneggiato diverse strutture interne distruggendo neon e telecamere di sorveglianza.

Secondo quanto denunciato dal sindacato CON.SI.PE., attraverso la dirigente Maria Lucrezia Pandolfo, dalle ore 15 circa di oggi si stanno susseguendo numerosi eventi critici all’interno della sezione, in una vera e propria escalation di tensioni che grava su un personale già fortemente provato da carenze di organico, turni massacranti, riposi spesso insufficienti, programmazioni di servizio che saltano e un livello di stress ormai insostenibile.

Non meno grave è il continuo danneggiamento dei beni dell’Amministrazione Penitenziaria. Neon e telecamere di sorveglianza, riparati e rimessi in funzione soltanto ieri, sono stati nuovamente distrutti nel giro di poche ore. Assistiamo all’ennesimo attacco non solo alla sicurezza dell’istituto, ma anche a beni pubblici che vengono sistematicamente devastati con conseguente spreco di risorse dello Stato, mentre il personale è costretto a operare in condizioni sempre più difficili e pericolose.

«I colleghi si trovano in due soli a gestire circa 117 detenuti in una sezione particolarmente complessa. È impensabile che possano risolvere nell’immediato tutte le problematiche che vengono rappresentate dalla popolazione detenuta, soprattutto quando si tratta di pretese futili che vengono avanzate con atteggiamenti di prepotenza e, in alcuni casi, con episodi di violenza ai danni del personale. Le richieste riguardano spesso bonifici, tabacco e altre questioni di ordinaria gestione penitenziaria, ma con un organico così ridotto diventa materialmente impossibile garantire risposte tempestive a tutti», afferma Pandolfo.

La dirigente sindacale sottolinea come l’ultima aggressione sarebbe scaturita proprio da una di queste futili pretese avanzate dal detenuto, richieste che il personale non è riuscito a soddisfare nell’immediato a causa della grave carenza di organico e dell’elevato numero di detenuti presenti nella sezione.

«Con due soli agenti a presidiare una sezione di oltre cento detenuti è impossibile garantire contemporaneamente sicurezza, vigilanza e gestione di tutte le attività quotidiane. Dai colloqui all’aria, passando per le numerose incombenze amministrative e organizzative richieste dal servizio, il personale è costretto a operare in condizioni estremamente difficili e rischiose», prosegue Pandolfo.

Il CON.SI.PE. denuncia una situazione ormai degenerata, con il personale costretto a lavorare quotidianamente sotto pressione e in condizioni che mettono seriamente a rischio la propria incolumità.

«La situazione sta precipitando sulle spalle degli agenti, ormai arrivati allo stremo delle forze. Ci chiediamo quanto altro sangue dovrà essere versato e quante altre divise dovranno essere macchiate prima che vengano adottati provvedimenti concreti. Non possiamo continuare ad assistere a episodi di violenza che si ripetono con preoccupante frequenza nell’indifferenza generale. Chiediamo un intervento immediato dell’Amministrazione, il potenziamento degli organici e maggiori tutele per il personale di Polizia Penitenziaria che ogni giorno garantisce sicurezza e legalità all’interno dell’istituto», conclude la dirigente del CON.SI.PE., Maria Lucrezia Pandolfo.


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