
”Leggiamo che alcuni esponenti dell’opposizione (anche quelli in esilio volontario all’estero) e alcune testate locali, copiano e incollano un articolo già smentito con una replica nel merito, pur di attaccare il governo regionale e il presidente Occhiuto. Ripetiamo per i numerosi distratti e per coloro che non hanno la buona abitudine di leggere le carte prima di parlare. Gli interventi afferenti al Progetto “Rete Regionale Case della Salute” (Cariati, San Marco Argentano, Mesoraca, Chiaravalle Centrale, Siderno e Scilla) non sono risultati integralmente compatibili con i tempi e le regole di rendicontazione del POR 2014–2020. Per tale ragione, con D.D. n. 4504 del 29 marzo 2023, si è proceduto al disimpegno delle relative risorse. Come chiaramente indicato nella risposta all’interrogazione fatta da alcuni esponenti dell’opposizione, “i progetti non avviati nella programmazione 2014/2020 […] troveranno una diversa copertura finanziaria in altra programmazione". Lo afferma in una nota Marcello Minenna, assessore regionale con competenze tecniche di indirizzo in materia di bilancio e patrimonio, programmazione fondi nazionali e comunitari, transizione digitale, energia, enti strumentali, fondazioni e società partecipate.
"Il riferimento alla Casa della Salute di Cariati è meramente esemplificativo, come evidenziato dall’espressione “tra cui”. Ne consegue che tutti gli interventi previsti nella Rete Regionale Case della Salute sono stati oggetto di riprogrammazione finanziaria, e non di definanziamento. Le interpretazioni fantasiose di queste ore risultano pertanto non aderenti al contenuto della risposta, nella misura in cui ipotizzano erroneamente sia il mancato finanziamento di alcune strutture, sia la perdita delle risorse originariamente stanziate. È opportuno ricordare che le fonti di finanziamento a disposizione della Regione Calabria non si esauriscono nel ciclo POR 2014–2020 né nel PR 2021–2027. Si ribadisce quindi, senza ambiguità, che le Case della Salute di San Marco Argentano, Cariati, Mesoraca, Chiaravalle Centrale, Siderno e Scilla restano pienamente inserite nella programmazione regionale e risultano finanziate attraverso strumenti alternativi. Allo stesso modo, si conferma che non è stato perduto neanche un euro: le risorse sono state riallocate proprio al fine di garantire la piena utilizzazione dei fondi disponibili e il rispetto delle regole di rendicontazione”.
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