
di STEFANIA PAPALEO
Due anni di sistematici e reiterati atti di bullismo avvenuti tra le mura di una scuola media di Catanzaro. Episodi di ingiurie e violenze psicologiche che avrebbero visto protagonisti alcuni alunni in totale assenza di interventi risolutivi da parte di docenti e dirigente, nonostante le segnalazioni puntuali della famiglia della vittima. E neanche gli incontri organizzati periodicamente per affrontare la delicata questione sembra abbiano portato a nulla. Tant'è che, la mattina dello scorso 26 febbraio, lo studente quattordicenne preso di mira dai compagni più esagitati sarebbe stato addirittura aggredito fisicamente da uno di loro riportando diverse contusioni poi diagnosticate in ospedale.
A raccontarlo è la madre della parte offesa che, davanti a tutto ciò, non ha più esitato e, per mano dell'avvocato Antonello Talerico, ha deciso di denunciare tutti, chiedendo alla Procura di individuare ruoli e responsabilità rispetto alle persone di cui ha citato nome e cognome in una lunga e dettagliata querela.
Nello specifico, la presunta vittima quella mattina del 26 febbraio era appena uscito dal bagno quando il compagno gli si sarebbe scaraventato contro, per poi spingerlo a terra e prenderlo a calci in diverse parti del corpo, fino a gettarlo con forza contro un termosifone metallico, facendogli incastrare la spalla sinistra tra il radiatore e la parete. Il tutto, in assenza di qualsiasi tipo di controllo nei corridoi vuoti. E, una volta rientrato in classe, non avrebbe trovato aiuto neanche nella docente che, piuttosto, avrebbe tentato di sminuire l'accaduto, infliggendogli anche una nota disciplinare su sollecito della docente della classe del presunto aggressore che intanto aveva fornito una diversa versione dei fatti. Solo dopo due ore la scuola avrebbe avvisato la madre del quattordicenne al quale i medici del Pronto soccorso hanno poi riscontrato una contusione alla spalla sinistra con prognosi di 5 giorni e un grave trauma psicologico che ancora oggi gli impedisce di frequentare la scuola con serenità, manifestando uno stato d'ansia persistente a causa delle presunte vessazioni subite in due anni.
Da qui la richiesta con massima urgenza di un'audizione protetta del minore e dei suoi compagni di classe davanti ai quali la docente del presunto aggressore lo avrebbe apostrofato con diverse frasi offensive, dunque di tutti i prof coinvolti e del Dirigente scolastico pro tempore, con l'acquisizione della documentazione scolastica, del registro di classe contenente la nota disciplinare imposta alla parte offesa, dei verbali del consiglio di classe, del fascicolo disciplinare del pesuno aggressore e un'ispezione presso l'Istituto per verificare l'effettiva presenza e funzionamento dei sistemi di videosorveglianza, del piano di sorveglianza dei corridoi e dei servizi igienici, dei protocolli antibullismo formalmente adottati e della loro concreta attuazione, con eventuale esistenza di segnalazioni pregresse archiviate.
Alla Procura della Repubblica di Catanzaro e a chi di competenza nei vari uffici preposti spetta adeso il compito di far luce sulla complessa vicenda, al fine di individuare una verità giudiziaria che possa finalmente riportare pace tra i corridoi della scuola intorno alla quale si sono allungate minacciose ombre di sospetto.
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