Catanzaro, al teatro Politeama 1800 ballerini si sono esibiti nell’Open Dance

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Catanzaro, al teatro Politeama 1800 ballerini si sono esibiti nell’Open Dance

  17 marzo 2025 11:54

Davanti a una giuria internazionale 1800 ballerini si sono esibiti nell’Open Dance. Nella splendida cornice del teatro Politeama di Catanzaro, sabato 15 e domenica 16 marzo, è andata in scena l’undicesima edizione del concorso nazionale di danza, organizzato dal Comitato provinciale C.S.E.N. (Centro Sportivo Educativo Nazionale) di Catanzaro. Un tradizionale appuntamento a cui partecipano sempre più ballerini provenienti da diverse regioni italiane. “L’Open Dance – ha spiegato Francesco De Nardo, membro del direttivo nazionale CSEN e presidente del Comitato organizzatore - è il concorso di danza più preponderante in Italia per numero di partecipazioni. Quest’anno abbiamo avuto 1800 ballerini di cinquantasette scuole provenienti da quattro regioni, che si sono esibiti davanti a una giuria internazionale prestigiosa. Al concorso sono stati ammessi solo gli affiliati CSEN, perché la manifestazione rientra nelle nostre attività istituzionali. È un’attività sportiva valida ai fini dell’iscrizione nel nuovo registro delle attività sportive dilettantistiche. Quindi, ha una doppia finalità: sviluppare la danza accademica e al contempo, per le associazioni affiliate CSEN, comprovare la propria natura dilettantistica sull’apposito registro”.

Banner

Banner

 
“Per quanto riguarda la danza – ha detto Sergio Servidone, vicepresidente del Comitato provinciale di Catanzaro - l’Open Dance è il fiore all’occhiello dello CSEN. Una manifestazione che anno dopo anno viene migliorata, diventando sempre più rilevante nel panorama della danza. Tanto lo dimostra che a parteciparvi sono sempre più scuole in arrivo da fuori regione.  Sono, infatti, tante le regioni che ormai conoscono questo concorso e ne apprezzano la qualità, anche per la giuria che è sempre di grande livello”.
 
Direttore artistico del concorso è stato anche in quest’edizione il coreografo Dario Biuso. La giuria è stata composta da Ekaterina Dalskaya, ballerina al teatro Bolshoi di Mosca e docente dell’Accademia Ucraina di Balletto di Milano; Martine Kaisserlian, docente e codirettrice del Centro di studi superiore di danza a Nice e di jazz Dance Company, docente al Conservatorio di Nice; Cinzia Ceglie, già ballerina Rai, assistente coreografa per varie produzioni teatrali, coreografa per i programmi di Chiambretti e fondatrice di Femme Voyage, che vede la danza heels per la prima volta protagonista in un reality show in onda prossimamente; Mario Marozzi, già étoile del teatro dell’opera di Roma; Stefano Vagnoli, già danzatore, coreografo e insegnante di modern. Segretario di gara è stato Fabio Gencarelli.
 
Tutti i giurati hanno espresso commenti positivi sull’organizzazione e sulla qualità dei ballerini in gara. Ringrazio il comitato CSEN – ha detto Dario Biuso - che ha fatto un ottimo lavoro nell’organizzare questa edizione del concorso, che quest’anno ha visto un’alta partecipazione. Si respira gioia e passione. Ed è bello che tanti giovani vogliano cimentarsi in concorsi e audizioni dando valore aggiunto alla danza. La giuria internazionale ha consegnato diverse borse di studio, dando delle reali possibilità di crescita ai ballerini più talentuosi, senza nulla togliere a tutti i partecipanti”.
 
“L’Open Dance rappresenta – ha commentato Mario Marozzi - un’opportunità per i ragazzi di esibirsi davanti a un pubblico, dimostrando la loro valenza, e di pensare a un futuro da professionisti. Tanto è il talento che abbiamo riscontato. D'altronde, il sud Italia è sempre stato una fucina di talenti”.
 
“Potere salire sul palcoscenico per un confronto è già una vittoria”, ha affermato Stefano Vagnoli. “E’ un piacere – ha aggiunto - vedere che tantissimi giovani stanno studiando nelle proprie scuole, e il nostro compito, oltre che di giudicare, è anche quello di dare consigli per quanto riguarda la formazione in prospettiva”. Dello stesso parere Cinzia Ceglie: “C’è un buon livello, ma c’è bisogno anche di tanta formazione. Ci sono dei veri talenti e bisogna assumersi la responsabilità di seguirli, plasmarli e cercare di tirare fuori il meglio”.  
 
La competenza dei giurati ha fatto da sfondo al concorso in cui tanti sono stati i generi delle moltissime coreografie presentate sul palco del Politeama e introdotte da Marco Macrì: danza classica, neoclassica, moderna, contemporanea, street dance, urban dance, hip-hop, e poi danze free style, quali show dance, syncro-dance, choreografic dance, disco dance, latin fitness, heels dance.
 
Aperta, fra gli altri, dal sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, la competizione danzante da record ha dato spazio a tutti. A tutte le generazioni, a partire dai ballerini dai diciassette anni in su, esibitisi sabato, fino ai più giovani, con in prima fila i bambini di cinque anni, in gara domenica.  Ma non solo. “Il CSEN - ha spiegato Antonio Caira, presidente del Comitato CSEN Calabria e da anni impegnato nel mondo sportivo paralimpico - è da diverso tempo dedito all’inclusione sportiva. Siamo partiti con l’inclusione sportiva nel mondo del fitness per poi allargarla a tutte le discipline sportive, dal nuoto alla danza. All’Open Dance abbiamo infatti avuto il piacere di avere la partecipazione di Giulia e Anna Paola, due ballerine con disabilità, che sono state premiate dal sottoscritto”.
 
Il concorso è, pertanto, un’importante occasione per tutti i partecipanti, che in teatro hanno potuto mettere in risalto il loro talento, sognando una carriera nel mondo della danza. Ma è anche un’opportunità per il teatro stesso, secondo Nicola Santopolo, direttore tecnico del teatro, nonché responsabile della sua costruzione e assistente di Paolo Portoghesi: “Grazie a questa manifestazione il teatro è stato gremito. L’Open Dance non è solo un trampolino di lancio, un banco di prova per tanti giovani, ma è anche un evento salutare per il teatro, che quale luogo di cultura e di socialità dovrebbe essere più partecipato. L’augurio è che si organizzino in teatro sempre più eventi di questo genere, che coinvolgano tanti giovani con le famiglie. Che dimostrino che il teatro è luogo d’arte, che dà spazio a tutti e che vale la pena di essere frequentato e vissuto”.
 
L’Open Dance ha pertanto illuminato il teatro Politeama con uno spettacolo fatto da eccellenze: future stelle del mondo della danza.

Banner

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner