
di GAETANO MARCO GIAIMO
Il Teatro Politeama di Catanzaro ha vissuto un sabato sera caratterizzato da comicità, musica e narrazioni... rivisitate di grandi classici. "Si ride… a crepafavole", infatti, ha mantenuto le promesse della vigilia, regalando al pubblico un appuntamento dove la comicità travolgente di Francesco Paolantoni si è fusa perfettamente con il rigore e l'eleganza dell'Orchestra Saverio Mercadante, diretta sapientemente dal Maestro Rocco Debernardis. Davanti a una platea gremita, il comico napoletano ha voluto portare in scena uno spettacolo in due parti che, grazie anche alla commistione tra musica e ironia, ha dato vita e riletture personali e decisamente ironiche e dissacranti di grandi classici dell'immaginario infantile.

La prima metà della performance è stata dedicata all'interpretazione di una strampalata versione del "Pierino e il lupo" di Sergej Prokofiev. Paolantoni, con la sua mimica inconfondibile e quell'istrionismo che lo rende unico nel panorama nazionale, ha stabilito un ruolo per ognuna delle sezioni che compongono l'Orchestra, costituita da circa 15 elementi: Pierino, l'uccellino, l'anatra, il gatto, il nonno, il lupo e i cacciatori sono stati raccontati tra strafalcioni e giochi di parole, accompagnati magistralmente dai musicisti che hanno saputo corredare momenti di tensione e di sollievo nella trama con il giusto pathos e un'ottima tecnica, dimostrando come la musica colta possa essere incredibilmente pop e accessibile se inserita in un contesto creativo intelligente.

Nel secondo blocco, invece, Paolantoni chiede ai tecnici di accendere le luci in sala e dialoga direttamente con i presenti, rompendo la quarta parete e facendo scegliere loro le favole da rielaborare a suo modo. Tra una Bella Addormentata nel bosco un po' troppo sveglia, una Cappuccetto Rosso decisa a farsi chiamare Olga e una Principessa sul pisello piena di doppi sensi, l'attore passa da una storia all'altra intrecciando personaggi, buffi aneddoti, giochi di parole e rifiutando il topos del "C'era una volta...". Lo spettacolo si è chiuso con una storia definita "dark e timburtoniana" dedicata a una tigre, un geco e un pappagallo che hanno paura di un topo molto grande, prima di una bislacca direzione d'orchestra da parte dell'artista napoletano.
L'evento, inserito nel cartellone della Stagione del Teatro Politeama, ha confermato ancora una volta la validità di una programmazione capace di spaziare tra i generi. La risposta del pubblico testimonia la vitalità del teatro cittadino, capace di attirare diverse generazioni grazie a esperimenti artistici che mescolano la solennità sinfonica con la satira più affilata. Il prossimo appuntamento con la Stagione del Teatro Politeama è venerdì 6 marzo: alle 21 andrà in scena "Il Barbiere di Siviglia", la più celebre opera di Gioachino Rossini che, dopo vent’anni, ritorna a Catanzaro nell’allestimento originale firmato dall’Orchestra Filarmonica della Calabria e dal Coro Lirico Cilea.
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