
di TERESA ALOI
Intelligenza investigativa, professionalità e quel senso di squadra a lui tanto caro. C'è tutto questo e tanto altro nel libro "L’incastro dei cocci (Un’indagine del 2007)" di Francesco Rattà presentato alla Libreria Coriolano a Catanzaro. Con l'autore, Alessandro Sgherri, responsabile della sede Ansa Catanzaro.
C'è Zancarota, l'anagramma di Catanzaro dove opera il sostituto commissario della Polizia di Stato, Antonio Cicala e poi Panomeonte, Montepaone, paese natio dell'ispettore "un mucchio di case affastellate fra una serpaia di vicoli intrecciati attorno a un campanile... distante anni luce dai clamori della città". E poi c'è la 'Ndrangheta, il narcotraffico attorno al quale ruota il "caso".
Un libro "nato" quasi 20 anni fa, nel 2007 ma che ha visto la luce solo ora. E allora la prima domanda nasce spontanea. Perché solo adesso la pubblicazione? Francesco Rattà lo spiega bene al suo pubblico "Questo romanzo l’ho scritto quando era un dirigente della Mobile a Catanzaro, per rendere omaggio ai colleghi. Se il libro avesse avuto successo non avrei potuto fare quello che faccio oggi". E poi, quella "pace interiore". Oggi c'è.
C'è tanto di Rattà nel protagonista: il rispetto del dovere, delle regole, prima di ogni cosa. "Per il personaggio - racconta ancora - mi sono ispirato a ispettori che lavoravano come me: Filippo, Alfonso e Fabio che non sono più con noi ai quali è dedicato il secondo romanzo". Un secondo romanzo che seguirà la scia del primo. A cominciare dai luoghi.
Di inventato c’è tutto e di realistico altrettanto. Perché "incastrare i cocci" per arrivare alla soluzione di un caso, per raggiungere un obiettivo lui e la sua squadra l'ha fatto una, due, mille volte. Sta qui la difficoltà di una indagine. "Mai innamorarsi di una tesi e "leggere" le indagini per certificare quella tesi" . Quello che ne verrà fuori è il "vero fallimento".
E allora il libro ha una duplice finalità: "far capire quanto sia dura la ricerca della verità e far capire quanto sia difficile l’investigazione". Nel libro si fa riferimento ad una figura femminile che Cicala conosce passata dall’altra parte- da quella del male - e alla domanda se nella sua carriera gli è mai capitato Francesco Rattà risponde di no ma di aver arrestato persone con cui avevo svolto il servizio militare.
Di Francesco Rattà c'è tanto nel libro: il senso di squadra, la cordialità, la capacità e la personalità investigativa.
NOTE BIOGRAFICHE
Francesco Rattà nasce nel 1968 a Montepaone. Compie gli studi universitari in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma dove si laurea nel 1994.
Nello stesso anno, abbraccia la carriera di Commissario della Polizia di Stato e per lunghi anni ha lavorato in Calabria come funzionario e poi come dirigente della Squadra Mobile di Catanzaro (2004) e Reggio Calabria (2012) occupandosi di una vasta serie di delitti sia di matrice comune sia riconducibili alla mafia calabrese (’Ndrangheta). Nel 2021 è stato nominato Dirigente della Squadra Mobile di Roma e poi Vicario del Questore di Roma. Attualmente presta servizio a Roma presso la Struttura per la Prevenzione Antimafia del Ministero dell’Interno come Direttore dell’Ufficio Analisi Interforze. Nel tempo libero ama leggere soprattutto romanzi gialli sia italiani che stranieri.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797