Catanzaro, assolto Claudio Parente: cadono le accuse di peculato e corruzione

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Scagionati anche i consiglieri comunali Gironda e Pisano

  10 luglio 2026 16:38

Il Tribunale di Catanzaro, in composizione collegiale, ha assolto il dr. Claudio Parente dai reati di corruzione e peculato a lui contestati nell’ambito di un processo avviato nel 2020, per insussistenza del fatto. In particolare si contestava al dr. Parente di aver dato, nella sua qualità di consigliere regionale, degli incarichi a due noti professionisti, i dottori Gironda e Pisano, al fine di ottenere il voto favorevole all’approvazione di una delibera di giunta che avrebbe prodotto, secondo l’impostazione accusatoria, un ritorno economico ad una società di servizi di cui il dr. Parente era ritenuto essere amministratore di fatto. Da qui un decreto di sequestro che aveva attinto il conto corrente del dr. Parente.

Già in quella fase vi fu un intervento della Corte di Cassazione che, investita da un ricorso avverso il decreto di sequestro interposto dai difensori del professionista, avvocati Francesco Gambardella e Giacomo Maletta, nel 2021, lo aveva annullato senza rinvio ritenendo insussistente il c.d. fumus del delitto di peculato, che era il reato posto a fondamento del decreto di sequestro. Successivamente, celebrata l’udienza preliminare, è intervenuto il rinvio a giudizio del dr. Parente per i reati di corruzione e peculato e dei dottori Gironda e Pisano, per il reato di corruzione. 

Dopo una lunga istruttoria dibattimentale, protrattasi per tre anni, in data odierna, dopo la conclusione delle parti, il Tribunale ha deliberato la finale sentenza. Il Pm ha chiesto l’assoluzione di tutti e tre gli imputati per il delitto di corruzione, mentre per il solo dr. Parente ha chiesto la condanna a quattro anni di reclusione per il delitto di peculato. Anche il difensore della parte civile, per la Regione Calabria, ha chiesto la condanna del dr. Parente.

Sono quindi intervenuti gli avvocati Gatto e Saverio Loiero per Pisano, e l’avvocato Valerio Murgano per Gironda i quali si sono associati alla richiesta di assoluzione già formulata dal PM nei confronti dei loro assistiti, motivando ulteriormente le ragioni dell’assoluzione. Sono quindi intervenuti per il dr. Parente l’avvocato Giacomo Maletta ed in conclusione l’avvocato Francesco Gambardella i quali, nell’evidenziare come già la Corte di Cassazione avesse ritenuto insussistente il delitto di peculato, per cui il pm ha (oggi) chiesto una condanna a 4 anni di reclusione, hanno affrontato tutti profili della vicenda, per poi concludere ritenendo insussistenti sia la corruzione che il peculato.

Dopo due ore di camera di consiglio il Tribunale ha pronunciato sentenza di assoluzione per insussistenza dei fatti contestati.        


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