Catanzaro Capitale, pensierino alla candidatura a sindaco di Sergio Costanzo: “Posso giocarmela”

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  01 ottobre 2026 22:57

di MARCO VALLONE

Terza puntata di stagione per “Catanzaro Capitale”, la trasmissione di approfondimento politico de La Nuova Calabria condotta da Gabriele Rubino, che questa sera ha ospitato l'esponente di Forza Italia del capoluogo di regione calabrese, Sergio Costanzo. Diversi i temi al centro del dibattito di serata: la possibile candidatura a sindaco del consigliere, il luogo in cui si collocherà il nuovo ospedale della città dei tre colli e il ruolo che via via Costanzo ricoprirà in seno al partito forzista cittadino: punta di sfondamento, fantasista estroso o difensore arcigno che non fa complimenti? Al di là delle battute calcistiche, questo e molti altri sono stati, più politicamente e meno in senso prettamente sportivo, i temi di puntata.
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Prima di tutto Sergio Costanzo ha delineato quello che è il proprio giudizio sul sindaco Nicola Fiorita e sul suo operato: “In politica bisogna dividere i rapporti personali da quelli politici. Sicuramente tutti, anche io che non l'ho votato – ha evidenziato Costanzo -, si aspettavano un vero e proprio cambiamento della città, una vera e propria inversione di rotta rispetto al passato che purtroppo non c'è stata. E' un fallimento totale sotto gli occhi di tutti – è l'opinione tranchant dell'esponente del centrodestra cittadino -, non c'è molto da commentare. Si spera che passino in fretta questi pochi mesi per cercare di ridare a Catanzaro quella dignità che merita, riscoprendo il suo ruolo di capoluogo di regione”.

E' davvero in campo la “folle” idea di Sergio Costanzo prossimo candidato sindaco? Cosa c'è di vero? “Io penso che in questo momento Catanzaro sia crollata in un abisso da cui sarà difficile riprenderla – ha rincarato la dose Costanzo -, Secondo me il candidato sindaco deve essere una persona di grande spessore umano, politico e anche professionale. In questo momento io non vedo in città persone che possano diventare questo tipo di figure, perché noi rischiamo di essere sempre più schiacciati dall'area reggina, dove vediamo un Cannizzaro straripante, e dall'area cosentina, dove giustamente il presidente della regione farà il possibile per riconquistare la terra dei Bruzi. E quindi noi stiamo soffrendo perché in Calabria siamo diventati l'ultima realtà della nostra regione. Questo è molto grave, e per me è una grande sofferenza. Se oggi dovessi dire non da politico, ma da cittadino catanzarese, chi vedrei come sindaco, io in questo momento – ha svelato il consigliere forzista del capoluogo di regione calabrese - vedrei solo due persone: Wanda Ferro e Floriano Noto. Non perché abbia parlato con loro, ma perché in questo momento ci vuole qualcuno che abbia rapporti con il governo nazionale e con il presidente Occhiuto. Qualcuno che si sieda al tavolo da pari con loro. A sinistra invece non vedo nessuno, proprio nessuno. Questi sono i primi due nomi che mi sono venuti in mente, ma purtroppo c'è carenza di figure di questo genere”. Quindi arriva la chiosa personale: “Allora, vista la mediocrità di questi giorni, perché non potrei candidarmi io – si è chiesto retoricamente Costanzo –, visto che ho maturato l'esperienza sul campo e forse nessuno come me conosce la città? La domanda è questa.

“Poi ho anche detto che – si è lanciato in un'ulteriore considerazione interna al centrodestra catanzarese Sergio Costanzo - se il candidato fosse della Lega io mi candiderei sicuramente con delle liste civiche: ho fatto questa provocazione perché purtroppo il mio amico Filippo Mancuso qualche responsabilità ce l'ha in merito. Recentemente ha detto che l'iniziativa della raccolta firme per la caduta di questa amministrazione era stata portata avanti da singoli consiglieri: non è vero – ha contestato Costanzo – perché si tratta di una raccolta firme nata all'indomani della formazione delle liste per la provincia. Uscì un documento firmato da Marco Polimeni, Wanda Ferro, Filippo Mancuso e Noi Moderati in cui si diceva 'Mandate a casa Fiorita'. Quindi non si può dire che siano stati solo singoli consiglieri, quasi a sminuire l'azione di 15 coraggiosi che hanno avuto il coraggio di andare dal notaio a firmare. A parte questo passaggio, l'altra cosa è questa: io, a nome di Forza Italia, sono andato da Filippo Mancuso, che vedevo in quel momento come miglior candidato possibile per cercare di ridare dignità al capoluogo di regione, ho parlato a nome di Forza Italia, delegato dal mio segretario provinciale, offrendo la massima disponibilità su tutti i fronti. E purtroppo la nostra richiesta è stata respinta. Ora, io dico, uno deve mettere davanti a tutto quanto Catanzaro. Non si tratta di destra o di sinistra: la città sta affondando, e bisognava avere uno scatto d'orgoglio da parte del centrodestra, mandando a casa questa amministrazione, cercando subito di ritornare alle urne per dare un futuro migliore ai nostri figli. Questo non è stato e quindi, in caso dovesse essere un candidato della Lega o il mio amico Filippo Mancuso, io sicuramente sarò candidato dall'altra parte. Questa è l'unica certezza che posso dare: in quel caso sarò candidato sicuramente”.

Ma se alla fine la scelta del centrodestra regionale ricadesse proprio su un esponente della Lega? “Dovrei uscire da Forza Italia – ha sottolineato Costanzo -, farei la mia lista civica, così come l'ho presentata nelle ultime due consiliature, e andrei da solo. Purtroppo non rivesto ruoli in Forza Italia, quindi non è che mi possono togliere qualcosa. Nulla ho e nulla voglio. Sono disponibile quindi: sicuramente non posso accettare che qualcuno abbia scelto prima di febbraio, pensando che si sarebbe votato già a maggio. Ho 60 anni, qualche sfizio me lo posso togliere anch'io adesso”.

Ma perché Sergio Costanzo ha nominato proprio Wanda Ferro e Floriano Noto? “Ho parlato da cittadino, non da politico – è stata la risposta del consigliere in quota Forza Italia -: sono gli unici che possono avere un rapporto diretto con la Meloni, e questa città ha bisogno di avere un rapporto diretto con il governo nazionale. Oppure con il presidente Occhiuto. L'operazione che è stata fatta a Reggio Calabria ci insegna che gli accordi si fanno prima. Io vedo i candidati del centrosinistra che sono, diciamo, persone prestate alla politica – è la definizione utilizzata da Costanzo -, e che non avranno mai rapporti né con Meloni né con Occhiuto, e, anzi, potrebbero addirittura penalizzare la città perché non avrebbero lo spessore politico per farsi rispettare. Questo è il mio pensiero. Ho fatto due nomi perché secondo me sono quelli più autorevoli. Spero che qualcuno ne faccia altri che siano dello stesso livello. Io spero che la competizione sia alta, non che sia bassa. Però, se il livello si abbassa, anche io posso giocarmi le mie carte”.

E se invece la scelta toccasse a Fratelli d'Italia? “Dipende da quale sarebbe la figura indicata. A Wanda Ferro non si può dire nulla – ha affermato Sergio Costanzo -, è una persona che si è molto distinta nel nostro territorio. Ha rivestito ruoli importanti. Però bisogna sedersi a un tavolo: la mia iniziativa, anche provocatoria, è quella di stimolare il tavolo del centrodestra. Ci dobbiamo muovere: la città sta morendo e non possiamo aspettare inermi che qua venga l'apocalisse. Dobbiamo essere noi, primi attori, a convocare un tavolo – è la soluzione prospettata da Costanzo - , individuando un soggetto, dando luogo al programma di rilancio di questa città. I cittadini vogliono sapere come noi intendiamo rilanciarla, quali saranno le nostre idee: bisogna assumersi delle responsabilità, non possiamo aspettare marzo, febbraio, perché giochiamo in surplus, come fanno i ciclisti – è la metafora sportiva di Costanzo -, aspettando fino all'ultimo... Tocca alla Lega, tocca a Fratelli d'Italia... Gli altri stanno già partendo – ha provato a suonare la sveglia al centrodestra Costanzo – ed è giusto così. E uno di quelli che potrebbero partire potrei essere proprio io. E quando si va avanti con le iniziative, poi, è difficile tornare indietro. Quindi l'invito ai maggiorenti del centrodestra è questo: bisogna riunirsi nuovamente al tavolo, fornendo un programma e un candidato a sindaco credibile per la città di Catanzaro”.

E se invece toccasse a Forza Italia, con candidato a sindaco Sergio Abramo? “Non toccherà di sicuro a Forza Italia. Abbiamo avuto già due città importanti noi – è l'analisi di Costanzo -: Reggio Calabria e Crotone. Non toccherà mai a Forza Italia. E' inutile parlare di cose che non ci competono”. E se si candida Abramo? “Se lui pensa di aver lavorato bene negli anni, è giusto che si candidi e faccia un percorso civico. Nessuno può dire ad Abramo – è la chiosa di Sergio Costanza sulla figura dell'ex sindaco - di non candidarsi. Abramo sta facendo dei sondaggi, si sta muovendo sulla città e valuterà se il candidato del centrodestra può essere credibile per la città o se deve misurarsi. Dipende tutto quanto dal candidato che verrà scelto dai maggiorenti del centrodestra. Ognuno poi si sentirà libero di scegliere”.

Sono stati questi, dunque, alcuni dei rilevanti passaggi politici della trasmissione di questa sera. Fantapolitica o c'è qualcosa di vero? Sarà Sergio Costanzo a rompere gli indugi, riunendo tutto il centrodestra cittadino o proponendo una candidatura di rottura, civica? O Sergio Abramo, Wanda Ferro o Floriano Noto? E, dall'altra parte del campo, quale sarà il destino e le proposte che metterà sul piatto il centrosinistra cittadino? In attesa di scoprirlo, per chi voglia ulteriormente approfondire i temi della trasmissione, non resta che seguire la diretta integrale della puntata, nella quale, poi, con Costanzo si è entrati ulteriormente nelle dinamiche della politica cittadina. Ad esempio, meglio Fiorita o Abramo? La risposta del consigliere di Forza Italia, insieme a tanta altra carne al fuoco, è nel video allegato.