Catanzaro Capitale, Tallini: “Con Futuro Nazionale posso fare valere la mia esperienza”

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  08 ottobre 2026 23:05

di MARCO VALLONE

Puntata numero 4 di stagione per “Catanzaro Capitale”, la trasmissione di approfondimento politico de La Nuova Calabria condotta da Gabriele Rubino, che questa sera ha previsto come ospite l'ex presidente del consiglio regionale, ed esponente di lungo corso della politica catanzarese, Domenico Tallini. Diversi sono stati gli argomenti sul tavolo, a partire dall'adesione di Tallini a Futuro Nazionale, con il partito di Roberto Vannacci che si prepara a misurarsi con il termometro amministrativo dei territori e quindi, anche, con le elezioni comunali catanzaresi, per poi passare ai rapporti e ai dissapori intercorsi, e che tuttora intercorrono, tra Tallini e il suo vecchio storico partito, Forza Italia.
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“Voglio usare questa occasione più per parlare della città che di Futuro Nazionale – ha esordito Domenico Tallini in trasmissione -. In ogni caso, io ho aderito nel mese di febbraio a Futuro Nazionale. La linea politica di Futuro Nazionale in Calabria la fa il coordinatore regionale, l'onorevole Furgiuele. Noi che abbiamo aderito possiamo esprimere delle considerazioni, ma sempre relative alla nostra visuale di spazio politico del territorio in cui viviamo. Nell'occasione io sono referente di un circolo, e quindi di una dimensione che non deve andare oltre nemmeno tutta la città, perché in città ci sono altri circoli di Futuro Nazionale. Molti sono amici miei ma – ha messo le mani avanti l'ex presidente del consiglio regionale – nessuno può dire che, esprimendo un pensiero su una determinata cosa, quello sia il vangelo perché già nella stessa città io posso pensarla in un modo e il rappresentante di un altro circolo potrebbe pensarla diversamente da me. Quindi, in questo momento, rispetto ai temi che trattiamo non abbiamo una valutazione comune, non abbiamo concordato una linea comune”.

“In ogni caso – ha rilevato Tallini – io ho aderito subito a Futuro Nazionale, non appena ci sono state le condizioni. L'ho fatto perché ho capito che Futuro Nazionale poteva essere uno strumento politico attraverso cui io avrei potuto esprimere tutta quella esperienza politica, tutto quel retaggio politico che in tantissimi anni di presenza nelle istituzioni, in tantissimi anni vissuti con responsabilità politiche provinciali e regionali, anni in cui, grazie a questo, ho avuto incarichi importanti, ho vissuto la politica, soprattutto quella regionale, perché a me è piaciuto sempre privilegiare lo stare qua non pensando mai di fare salti di natura diversa rispetto a quelli che mi avrebbero sottratto al contatto con la mia terra e con la mia gente...”. Ma Domenico Tallini non si candidò alle elezioni politiche nel 2018? “Sì, sono talmente calato in questa mia convinzione che dimenticavo che in quella circostanza fui candidato nel collegio uninominale. Però, anche in quella circostanza, chi era con me a Roma ha dovuto faticare per convincermi ad accettare quella candidatura. E, sciolta la riserva, addirittura ci fu la possibilità che io valutassi l'idea di rinunciare – ha ricordato l'attuale esponente catanzarese di Futuro Nazionale -. Non solo per l'età, ma anche per i collaboratori che avrei dovuto lasciare. Dissi di sì perché fui indicato dal coordinatore regionale (all'epoca di Forza Italia ndr): se non avessi accettato, sarebbe venuto meno un accordo tra tutta la coalizione perché si trattava di una candidatura nominale”.

Tornando al presente, rispetto all'attuale ingresso nel partito di Vannacci, Domenico Tallini ha evidenziato: “Fare il battitore libero è facile, è semplice, ma pensare di andare in un partito, che era quello che più di tutti si avvicinava alla mia storia politica, dato che la mia più bella esperienza politica è stata nell'MSI, partito a cui mi iscrissi nel '66... Ero un ragazzino, feci tutta la mia esperienza di militanza con la Giovane Italia. Poi, poco più che ventenne, diventai consigliere comunale e ricordo un po' gli anni '70, il '68. Insomma, esperienza politica nell' MSI, poi diventato MSI – DN (Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale ndr), e poi con le successive evoluzioni dopo la morte di Almirante, sono tante, tante, tante... E mi hanno indotto ad acquisire una grandissima esperienza politica”. Futuro Nazionale, quindi, è quello che più si avvicina? “Futuro Nazionale è quello che si avvicina di più – ha confermato, dal suo punto di vista, Domenico Tallini -. Mi piace il senso di richiamo alla patria, mi piace il senso di richiamo all'identità, mi piace il richiamo ai valori della famiglia, ad una vita sana, all'attenzione verso i giovani che li vediamo senza ideali, senza interessi. Sono tutte cose che mi danno poi, anche, la possibilità di interloquire e sedermi, quando è possibile, insieme a quelli del centrodestra tradizionale. Sono, tra l'altro, coloro che oggi stanno chiudendo le porte al dialogo con Vannacci. Quindi, chiariamo, la linea politica in Calabria la fa l'onorevole Furgiuele”.

Ma ci sarà un segretario cittadino del partito? “Io so che il coordinatore regionale ci sta lavorando – ha dichiarato Tallini – e so che farà le scelte migliori. Poi ognuno di noi si adeguerà. Comunque la mia adesione è avvenuta senza aspettative, senza aver concordato nulla, senza avere incontrato nessuno. Sapevo che si faceva online il tesseramento e ho mandato i miei dati, attraverso la procedura. Visto che l'ultima tessera mia era stata con Forza Italia, ed aveva l'immagine di Berlusconi, ho fatto la stessa trafila e mi sono iscritto a Futuro Nazionale. Dopodiché, una volta che ti metti pure questa etichetta, te la puoi scrollare fino a un certo punto ma, siccome ci sono nel partito, in questo momento, delle procedure, delle cose, io non voglio assolutamente anticipare o assumere atteggiamenti che possono essere equivocati. In questo momento io parlo per me stesso e per il mio circolo e, anche se ci fossero dei circoli nella città che si ispirano alla mia persona, nonostante tutto io parlo a nome personale di come ho visto e vedo Futuro Nazionale. Chiudo questa pagina, perché ogni giorno è un giorno nuovo, ma io credo che se uno analizza che cos'è Futuro Nazionale – ha rimarcato l'ex presidente del consiglio regionale -, e lo fa uno come me che ha tutti gli elementi per fare le giuste valutazioni... Questo è un partito che oggi i sondaggi considerano intorno all'8%. Se pensiamo che può essere un rigurgito di nostalgismo che deriva da vecchi retaggi, forse facciamo un gravissimo errore. Perché basta pensare che l'MSI di allora, nelle migliori occasioni, aveva al massimo il 7,6%. Oggi Fratelli d'Italia è nato dopo la chiusura del partito del Movimento Sociale, per fare Alleanza Nazionale, e sono ora gli eredi legittimi di questo. E se noi pensiamo che sono quasi al 30%, al 27, 28%, e se pensiamo che nella Lega c'è molta gente che viene da quell'esperienza, allora dobbiamo dire che o la gente è impazzita ed è diventata improvvisamente tutta fascista, così come qualcuno tende a dire, oppure è un fenomeno un pochettino diverso. Io credo che sia la seconda ipotesi quella giusta. Vannacci, con la sua presenza, ha destabilizzato – ha chiosato Tallini – il quadro politico”.

“Il quadro politico era consociativo, questo è il merito di Vannacci. E, in parte, di questo – è l'analisi di Domenico Tallini – c'era molta consapevolezza a destra ma anche molta consapevolezza pure a sinistra. Il cittadino si è sentito impotente davanti a questo consociativismo tra i due schieramenti. E, quindi, ha finito per pensare che fosse impossibile incidere per modificare il quadro politico. Ricordo che tutti i rappresentanti dei partiti dell'arco parlamentare, su Rete 4, una sera, tutti alleati e meravigliosamente abbracciati, hanno cercato di demonizzare Vannacci. Quella è la fotografia del fatto che Vannacci è andato oltre, facendo vedere all'Italia qual è la politica europea e come noi siamo trattati dall'Europa. Questo è il grande merito di Vannacci. Poi c'è il problema della remigrazione – ha commentato Tallini -, il problema della sicurezza, ci sono altre cose importantissime che sono soprattutto problemi del nord Italia. Ma sul piano politico questo è il grande merito di Vannacci”.

Ma alle comunali Tallini si candida sindaco, consigliere comunale? “Quando uno dice che si candida a sindaco - ha affermato Tallini -... E' una barzelletta che ho sentito. Prima di candidarsi a sindaco uno deve trovare 32 persone che sono disponibili a sottoscrivere una candidatura, condividendo un determinato nome di candidato a sindaco. Uno oggi potrebbe dire che avrei l'intenzione di candidarmi a sindaco, se trovo 32 persone che condividono un progetto politico con me. Allo stato credo che non ci sia nessuno che, in questo momento... Certo, c'è gente che avrebbe più possibilità di altri di mettere in piedi 32 persone per fare questo. Però, in questo momento, diciamo che è spontaneo pure invitare la gente alla riflessione. Viviamo in un momento davvero drammatico come città di Catanzaro. Ed io sono odiato purtroppo dagli attuali responsabili, gli attuali consiglieri comunali e regionali, perché, quando dico delle cose, sembra che io le dica perché voglio parlar male dei consiglieri comunali o regionali. Perché, a detta di qualcuno, addirittura io sarei invidioso del fatto che qualche consigliere comunale, regionale, siede al posto mio. Io credo che la rappresentanza politica – ha rimarcato Tallini – che noi oggi abbiamo davanti è la risultanza di una fase che va dagli anni '90. Da quando l'ultimo vero sindaco catanzarese, di grande spessore politico, era Marcello Furriolo. Tanto di cappello alla sua statura politica. E' finito come è finito, ed è finita una classe dirigente, una generazione con la fine di Marcello Furriolo”.

“Noi abbiamo dovuto subire la tripartizione delle province – ha analizzato Domenico Tallini -, noi come città. Avevamo in città 30mila persone che ogni giorno entravano, arrivando dal crotonese, dal vibonese, dall'attuale provincia di Catanzaro, dai comuni più sperduti. Perché andavano nei comuni provinciali a svolgere il disbrigo pratico. Mi ricordo tutti i rappresentanti delle scuole guida: arrivavano da tutta la provincia di Catanzaro. Oggi, a seguito della tripartizione, bisogna ricordare e soffermarsi su quella tripartizione. Non è avvenuta per nuove istituzioni”. Ma di chi è la colpa? “Allora c'era la vecchia Democrazia Cristiana al governo – ha detto Tallini -. Chi lo ha consentito è la classe politica di allora”.

Queste le note salienti della prima parte di puntata. L'analisi politica del neo esponente di Futuro Nazionale è poi proseguita ulteriormente, soffermandosi su sottigliezze del passato, del presente e del futuro. Già, il futuro. Quale futuro per la città di Catanzaro e quale presente? Seguiremo passo dopo passo le novità che interesseranno la vita del capoluogo di regione calabrese. Nel frattempo, per chi voglia approfondire ogni lato, ogni ulteriore sfaccettatura, dell'analisi di serata di Domenico Tallini, non resta che cliccare sul video qui allegato.