
di FILIPPO COPPOLETTA
“Siamo una squadra e dobbiamo pensare da squadra”. È forse questa la frase che racconta meglio Simone Pafundi al termine di Catanzaro-Carrarese. Perché l’assist illuminante per Pietro Iemmello, quello che all’83’ ha spezzato l’equilibrio e regalato alle Aquile la prima vittoria stagionale, è certamente la fotografia più bella della sua partita, ma il giovane talento giallorosso non vuole fermarsi alla giocata individuale.
Dopo tre sconfitte consecutive, il Catanzaro aveva bisogno di una risposta. E l’ha trovata davanti al proprio pubblico, al termine di una gara combattuta e rimasta in bilico fino al finale. Pafundi, tornato a disposizione dopo l’infortunio che lo aveva tenuto lontano dal campo, ha inciso nel momento decisivo: una giocata di qualità, poi la palla perfetta per Iemmello, che ha fatto il resto.
Ma nella sala stampa del Ceravolo, Pafundi ha subito spostato l’attenzione dal proprio rendimento alla squadra. Quando gli viene fatto notare che la gara poteva essere stata condizionata dalla paura di sbagliare dopo le tre sconfitte, la sua risposta è netta: “Paura? No, penso che non c’era paura da nessuno. È stata una partita che è stata tosta, ma in Serie B sono tutte toste. Però penso che oggi, dopo tre partite in cui la fortuna non ci ha mai detto bene, oggi invece sì”.
Una vittoria cercata, dunque, ma anche arrivata al termine di una partita nella quale gli episodi, questa volta, hanno sorriso al Catanzaro. Non a caso, poco prima del gol di Iemmello, la Carrarese era andata vicinissima al vantaggio con Marconi, il cui tiro ha colpito entrambi i pali. Pochi minuti dopo, la giocata di Pafundi ha cambiato completamente la storia della partita.
E proprio Iemmello è uno dei compagni con cui il numero 10 sembra avere trovato un’intesa speciale. Il loro asse ha prodotto il gol dei primi tre punti e Pafundi lo sottolinea senza esitazioni. “Con i più grandi è tutto un po’ più semplice, con Pietro soprattutto” ha spiegato alla stampa.
Un feeling che può diventare una delle chiavi del nuovo Catanzaro. Pafundi è stato schierato dall’inizio nel 3-4-2-1 di Gorgone, alle spalle di Pecorino insieme proprio a Iemmello, confermando quelle qualità tecniche che l’allenatore aveva indicato alla vigilia come importanti per la squadra.
Per il talento classe 2006, però, la partita contro la Carrarese rappresentava anche un ritorno importante. L’infortunio aveva interrotto un avvio che lo aveva visto partire con entusiasmo. “Diciamo che quando ti fai male non è mai bello, soprattutto perché l’anno scorso mi ero fatto male già più di una volta e poi quest’anno ero partito bene. Farmi male è stato brutto, però ora sto bene e sono molto felice”, racconta.
E la condizione fisica, alla fine, gli ha presentato il conto. Pafundi ha infatti chiesto il cambio nel finale: “Ho chiesto il cambio perché ero morto, ero stanco, però devi andare oltre”. Una frase che restituisce l’immagine di un giocatore ancora alla ricerca della piena condizione, ma disposto a stringere i denti in una partita che il Catanzaro non poteva permettersi di lasciare andare.
Attorno a lui, intanto, le aspettative sono alte. La piazza giallorossa si aspetta molto dal talento arrivato con grandi riflettori addosso, ma Pafundi sembra avere imparato presto a convivere con la pressione. “La pressione la sento da quando ho 15 anni, quindi cerco di stare più sereno possibile. So che la gente vuole tanto da me, però io cerco di stare più sereno possibile e dimostrare il mio valore”.
Una maturità che emerge anche quando gli viene chiesto cosa preferisca tra il dribbling, l’assist o il tiro dalla distanza. La risposta non lascia spazio a dubbi. “Mi piace vincere. L’importante è vincere ma siamo una squadra e dobbiamo pensare da squadra”.
Ed è forse proprio questa la consapevolezza che il Catanzaro cercava dopo un avvio complicato. Il talento individuale deve diventare funzionale al collettivo, e contro la Carrarese, Pafundi, lo ha fatto nel modo più concreto possibile: creando l’occasione che ha deciso la partita.
Adesso, però, all’orizzonte c’è Marassi. Una trasferta che avrà inevitabilmente un sapore particolare per Pafundi. Lui non ha dubbi. “Sarà una bella partita. Loro hanno un tifo incredibile, noi pure, sarà una bellissima partita”.
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