
In quella relazione sentimentale lei, una badante di origini magrebine, 30 anni, ci aveva creduto tanto da vederci un futuro. Eppure, le cose sono andate diversamente. E lei, oggi, vive in uno stato di ansia, per via di minacce e "promesse" di rimandarla nel suo paese. Perché la moglie del figlio della signora che lei ha in cura, ha saputo tutto. O meglio, le è stato raccontato tutto.
Solo menzogne, per lunghi 6 anni, per "mantenerla - come si legge nell'atto di querela denuncia della donna - in uno stato di assoggettamento psicologico". Tutto inizia da qui. E finisce con il licenziamento della trentenne, con accuse e diffamazione. E, a volte anche con messaggi privati esprapolati da conversazioni inviate a più parti. E poi, le minacce di morte, "al solo scopo di intimidirla e di costringerla a lasciare il posto di lavoro".
E ancora, violenze fisiche, stando al racconto della donna, spinta contro una sedia. Anche il figlio della coppia avrebbe partecipato alla campagna denigratoria nei confronti della donna con epiteti e offese. Ora, la donna, assistitita dall'avvocato Anselmo Torchia, ha presentato querela. Lei, ci credeva in quella relazione sentimentale. Perché lui, stando al racconto di lei, si sarebbe sempre comportato come il suo compagno. Il suo primo compagno. Non una storia di solo sesso, non un'avventura. Ma una relazione seria. O almeno questo era ciò che lei credeva.
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