Catanzaro e Palermo domani in campo. Calabro: "La parola d'ordine è perseveranza"

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Antonio Calabro, tecnico del Catanzaro
  20 febbraio 2021 16:26

Domani alle ore 12:30 il Catanzaro affronta il Palermo al “Renzo Barbera” nella 26a giornata di Lega Pro Girone C. Ecco le Aquile convocate da Mister Calabro per la sfida:

Portieri: 22. Branduani, 33. Di Gennaro

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Difensori: 5. Martinelli, 13. Fazio, 16. Pierno, 19. Gatti, 20. Riccardi, 32. Garufo

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Centrocampisti: 4. Corapi, 8. Verna, 10. Parlati, 21. Risolo, 23. Baldassin, 27. Casoli, 34. Porcino

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Attaccanti: 7. Curiale, 9. Jefferson, 15. Molinaro, 17. Evacuo, 18. Di Massimo, 25. Grillo, 29. Carlini

"La parola d’ordine è perseveranza. Che sia la stessa scelta dalla Nasa per dare il nome alla navicella atterrata su Marte è solo una coincidenza", alla vigilia della sfida contro il Palermo il tecnico giallorosso Antonio Calabro la ripete da settimane alla sua squadra: “Continuare a tenere il piede a tavoletta sull’acceleratore, non mollare nelle difficoltà, è questa la strada giusta”.

Calabro sa di poter contare su giocatori esperti – “determinate cose le sanno” – ma dopo la sconfitta di mercoledì, arrivata al termine di una gara dominata, è stato necessario lavorare “soprattutto sulla testa”, per ritrovare subito la fiducia e la carica che serviranno al “Barbera”. Nessun lavoro particolare a livello fisico per affrontare la terza gara in una settimana: “Lavoro di scarico per chi ha giocato e partita ad alta intensità per chi non ha giocato. Abbiamo più che altro ripristinato le energie fisiche e mentali”, spiega Calabro.

Il Palermo è “una squadra che sta facendo molto bene – dice Calabro – e ha calciatori come Lucca, pericoloso soprattutto in area di rigore sui cross dal fondo, che in questo momento sta concretizzando il lavoro collettivo che c’è dietro”. Per i giallorossi assenze importanti come quelle di Scognamillo e Contessa non preoccupano il tecnico, che punta sull’elasticità della squadra e la capacità di “cambiare modulo sia dall’inizio che a partita in corso come abbiamo sempre fatto”.

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