Catanzaro, Fondazione Betania indebitata per 19 milioni: svuotata prima del fallimento

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  24 febbraio 2026 11:35

Nove  anni di insolvenza. Dal 2016, fino ad accumulare nel 2023 debiti per 19 milioni . Questo, secondo gli accertamenti effettuati dalla Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria condotta sotto il coordinamento della Procura  di Catanzaro che ha interessato  Fondazione Betania, ONLUS  in stato di liquidazione giudiziale  impegnata nel terzo settore, attiva nei servizi di riabilitazione, socio-sanitari e assistenziali per anziani e per persone con disabilità .

LEGGI QUI LA NOTIZIA DI STAMATTINA

E così, a ridosso della procedura di liquidazione sarebbe stata costituita una nuova società, la "Newco”,  partecipata al 51% da una S. p. A. siciliana riconducibile all’imprenditore palermitano Marco Zummo , oggi ai domiliciari,  che avrebbe ottenuto in affitto il complesso aziendale senza corrispondere alcun canone per quattro anni, per un valore stimato di circa 4,2 milioni di euro,  che sarebbero stati utili a ripianare i debiti pregressi della ONLUS. Oltre a Zummo, sono sette gli indagati nell’inchiesta: Biagio Amato, Antonio De Marco, Vincenzo Arturo Grillo, Giuseppe Leone, Vincenzo Cesare Pelaia,  Pietro Puglisi, Ivan Rauti. 

Un'operazione  che ha determinato una vera e propria cessione del ramo d’azienda, poiché veniva trasferita alla newco anche la titolarità  degli accreditamenti con il Servizio Sanitario Regionale, introiti - primari e necessari allo svolgimento dell’attività aziendale – su cui si fondano principalmente i ricavi aziendali. 

Le ipotesi di reato contestate sono bancarotta fraudolenta distrattiva – legata alla creazione della newco e allo svuotamento dell’ente – e autoriciclaggio. Le investigazioni avrebbero inoltre evidenziato un presunto drenaggio di liquidità dalla newco verso la S. p. A. siciliana, in assenza di giustificazioni economiche. Il Gip ha inoltre disposto il sequestro preventivo della newco e un sequestro finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di oltre 644 mila euro, pari agli utili realizzati dalla società negli anni 2022 e 2023 attraverso la gestione del complesso aziendale distratto.


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