di STEFANIA PAPALEO
Dovrà restare lontano da moglie e figli e da ogni luogo frequentato da questi ultimi. I giudici del Tribunale della Libertà non gli hanno fatto sconti e hanno rigettato il ricorso presentato nel suo interesse dall'avvocato Antonio Ludovico. Resta in piedi, dunque, la corposa ordinanza emessa lo scorso 27 febbraio dal gip Piero Agosteo per sottoporre l'indagato alla misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare con prescrizione di non avvicinarsi alla persona offesa e ai luoghi abitualmente frequentati dalla stessa, con specifico riferimento alla sua abitazione e a quella dei genitori, con obbligo di mantenere dalla stessa una distanza non inferiore a 500 metri e con applicazione del braccialetto elettronico, oltre al pagamento periodico di 300 euro. Braccialetto elettronico il cui uso, nelle more, è stato revocato dallo stesso gip, in accoglimento di un'istanza presentata dall'avvocato Ludovico, che però nulla ha potuto per le altre restrizioni attualmente valide.
Maltrattamenti in famiglia è l'accusa contestata dal sostituto procuratore Giulia Pantano all'uomo, un ventinovenne di Catanzaro, che avrebbe trasformato in un inferno il proprio matrimonio con una donna di 28 anni nonostante la nascita di due bambini che oggi hanno 1 e 4 anni. Minacce e violenze di ogni genere, infatti, sarebbero andate in scena anche davanti ai figli in più occasioni, stando al doloroso racconto affidato dalla parte offesa a carabinieri e magistrato, con dichiarazioni che sono state ritenute puntuali e attendibili, senza alcun intento calunniatorio da parte della donna che, dal 2019 a oggi, avrebbe piuttosto evitato di denunciare aggressioni sia fisiche che verbali da parte del marito, che l'avrebbe fatta finire più volte in Pronto soccorso con escoriazioni che avevano, alla fine, suscitato sospetti nei medici che l'avevano presa in cura.
Tutto questo fino a quando, nel bel mezzo di una notte di dicembre del 2024, fuggita dall'ira dal marito che aveva appena finito di prenderla a calci e pugni in un contesto di escalation di violenza, avrebbe bussato alla porta dei genitori per chiedere aiuto, decidendo finalmente di denunciare tutto alle forze dell'ordine. Da lì l'indagine che si trova ancora nella fase preliminare ma che ha già portato a un primo importante provvedimento finalizzato alla sicurezza della donna e dei suoi familiari.
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