Catanzaro, il Pd si spacca. Lorenzo Costa contro il governatore

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  08 agosto 2019 12:12

di ANTONELLA SCALZI

«Grazie a Vincenzo Ciconte per il ruolo svolto in aula e nel gruppo». Così, il democratico Lorenzo Costa sfrutta la seduta del Consiglio comunale per squarciare la retorica dell'unità all'interno del partito. «Si usano due pesi e due misure». Il riferimento è ai guai giudiziari del governatore, il paragone netto a quando sotto i riflettori c'era proprio Ciconte che, per Costa, «avrebbe dovuto essere richiamato in prima linea un attimo dopo aver chiarito la sua posizione».

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Così non fu e oggi Lorenzo Costa ha scelto di rompere gli indugi e fare da bastian contrario in un partito che, a pochi mesi dalle elezioni regionali, predica unità e dimostra spaccature. Ma un momento di unità c'è stato. quello tra Costa e Ciconte con l'ormai ex membro del gruppo del Pd che si è detto «commosso» dalle parole di Costa. Ringrazia Costa, ma non fa sconti a Oliverio e apre alla società civile. Una nota di colore, la sua, che sembra sposarsi bene con l'appello lanciato da Carlo tansi nel lanciare la sua candidatura alla presidenza della regione.

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Lascia il gruppo del Pd, ma resta saldamente all'opposizione di Abramo e sul Piano del colore, bocciato anche da Roberto Guerriero, chiede una mano tesa alla maggioranza a favore di una pratica che probabilmente andava spiegata meglio. Sullo sfondo il rilancio del Centro e la scelta di Abramo di essere poco presente in aula che Ciconte sembra non condividere affatto.  

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