Catanzaro, "L'arte serica in Calabria": il convegno su storia, cultura e futuro del tessile

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  28 novembre 2025 15:35

di GAETANO MARCO GIAIMO

La voglia di riscoprire le tradizioni per offrire una nuova opportunità di rilancio e sviluppo del settore manifatturiero: è con questa intenzione che è stato organizzato “L’arte serica in Calabria: storia, cultura e futuro del tessile calabrese”, convegno tenutosi questa mattina nel Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro come parte delle manifestazioni collaterali legate al Premio Carlino d'Argento. L'incontro ha visto alternarsi voci del mondo istituzionale, culturale e produttivo per aprire orizzonti di discussione sulla seta e provare a diffondere conoscenza su un settore che ha portato lustro al capoluogo dall'età bizantina fino al XVIII secolo, interessando gli studenti del Liceo Classico "Galluppi" e dell'Istituto Tecnico Tecnologico Statale "Scalfaro", presenti oggi in platea.

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Ad aprire la manifestazione, moderata dal giornalista Domenico Iozzo, è stato Yves Catanzaro, Presidente del Premio Carlino d'Argento Ets, che ha sottolineato la voglia di "fare addentrare i presenti nei tempi che furono per trovare una giusta collocazione nel mondo di oggi". L'Assessore alle Attività economiche del Comune di Catanzaro, Giuliana Furrer, si è a lungo soffermata su come questa tradizione può guardare al futuro in ottica di progresso economico e culturale: "Sono scomparse le botteghe e così anche la formazione però attorno alla manifattura si sviluppa il tessuto economico nazionale. Con la nuova Agenda Urbana, l'Amministrazione ha previsto anche incentivi per ricreare un distretto dell'artigianato". "L'occasione di oggi è importantissima per approfondire la storia del nostro territorio", ha rimarcato Vincenzo Gallo, Presidente del Lions Club Catanzaro Host, "Abbiamo un ieri fenomenale, un oggi un po' più appannato ma possiamo costruire un domani fulgido. Voi nuove generazioni avete la possibilità di impegnarvi e portare avanti un discorso bellissimo, vi invito ad essere orgogliosi dei vostri luoghi e ad investirci su".

Il momento centrale della mattinata è stato l'intervento di Oreste Sergi Pirrò, architetto, storico e ricercatore sui tessuti e ricami antichi. Dopo aver fatto un'analisi su alcune inesatezze spesso diffuse, come il caso della "tintoria Catanzaro" a Firenze, ha condiviso con i presenti un'interessantissima disamina sulla storia dell'arte serica nella nostra regione e, in particolare, nel capoluogo: "In Calabria si tesseva già in età preistorica e, quando la seta arriva nel sud, Catanzaro diventa immediatamente uno dei primi centri non solo di produzione, ma anche di tessitura. Nel Medioevo, la città ospitava una varietà di etnie e intraprendeva un percorso economico e sociale straordinario: parliamo spesso di artigianato ma qui vi era una vera e propria filiera produttiva con codificazione, formazione e industria ben strutturate". L'analisi è passata per l'accenno alla figura fondamentale di Alfonso Frangipane, che ha studiato il mondo dell'arte calabrese permettendo la riscoperta e l'interesse nei confronti del settore tessile catanzarese. "A Catanzaro la Camera di Commercio conserva lo Statuto dell'arte della seta, volume cinquecentesco che descrive il mondo d'impresa e l'economia straordinaria del periodo: i tessuti venivano controllati filo per filo! Su questo documento si può ricostruire la nostra storia", ha proseguito il professore, che ha poi analizzato le ragioni del declino di quest'arte a Catanzaro: "Nell'800 si principiava già l'arrivo della rovina, che si concretizza nel 1875 con il fallimento dell'ultima grande filanda del capoluogo. Da qui è iniziata una sorta di damnatio memoriae sulla storia della seta nella città: infatti, non esistono musei dedicati a questa tematica nei confini del comune; non si può tornare ai fasti di una volta perché manca la volontà di farlo, occorrerebbe mettere in piedi una macchina industriale non indifferente, è impossibile instradare un processo di produzione come quello antico senza conoscerne la storia". La dissertazione è stata inframezzata da diversi esempi di tessuti e motivi realizzati in Calabria, a dimostrazione di quanto fosse pregiata la lavorazione che si compiva in passato nei nostri territori.

A fargli seguito è stato Pietro Marino, Presidente della Camera della Moda e dell’Artigianato calabrese: "Il nostro progetto, nato nel periodo covid, ci ha permesso di connettere Catanzaro e i paesini dell'entroterra, creando rete tra gli appassionati intenzionati a fare impresa. Così abbiamo introdotto nel mondo del lavoro tessile venti donne. Serve portare avanti all'attenzione nazionale quello che il settore manifatturiero calabrese sta realizzando: il nostro primo obiettivo dev'essere la formazione perché senza cognizione di ciò che si fa non si va da nessuna parte". La conclusioni sono state affidate al Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, Pietro Falbo: "Il paesino di Bevagna, in Umbria, ha tirato fuori dalla sua tradizione serica un vero e proprio processo turistico: si potrebbe partire da questo punto di riferimento per far sì che la nostra città riprenda la sua identità". Al termine del convegno, gli studenti sono stati guidati attraverso la mostra delle opere del maestro Silvio Vigliaturo, artista esperto della vetrofusione originario di Acri e apprezzato a livelli internazionali.


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