
«Gli esperti del programma Interreg Europe hanno approvato una buona pratica condivisa dalla Regione Calabria quale partner del progetto KARMA. Questa decisione è motivo d’orgoglio perché testimonia ancora una volta quanto lavoro positivo si stia realizzando anche sul fronte della Cooperazione Internazionale, delega che mi è stata affidata dal Presidente Roberto Occhiuto». Lo ha dichiarato l’assessore regionale Antonio Montuoro, ricordando che la “buona pratica” riguarda l’impiego di un impianto mobile per il recupero dei rifiuti all’interno del cantiere della nuova linea ferroviaria metropolitana che collega Catanzaro Germaneto, Catanzaro Sala e Catanzaro Lido.
«L’intervento - spiega Raffaele Rio, direttore generale del Dipartimento Asset strategici, attrazione degli investimenti e saperi - ha affrontato una duplice problematica: da un lato la gestione sostenibile dei rifiuti derivanti dalla demolizione di vecchi magazzini, dall’altro la necessità di evitare il conferimento in discarica di ingenti quantità di materiale e la conseguente estrazione di nuovi aggregati naturali destinati a una grande infrastruttura pubblica. In questo contesto, la Regione Calabria ha autorizzato una campagna di recupero mobile ai sensi dell’articolo 208, comma 15, del Decreto Legislativo 152/2006, consentendo il trattamento in loco di rifiuti misti da costruzione e demolizione classificati con il codice EER 17 09 04, per un quantitativo complessivo di 12.000 tonnellate nell’arco di 45 giorni. La pratica ha raggiunto i propri obiettivi trasformando i rifiuti in materie prime seconde idonee al riutilizzo direttamente nel cantiere, in particolare per opere di riempimento e realizzazione di sottofondi e pavimentazioni. In questo modo si sono ridotti i trasporti, i costi di smaltimento e l’approvvigionamento di aggregati vergini». «Tra i principali soggetti coinvolti – precisa il Dipartimento - figurano: la Regione Calabria; la stazione appaltante; l’impresa esecutrice dei lavori; il gestore dell’impianto mobile di recupero; gli enti preposti ai controlli ambientali; la filiera locale del riciclo. L’impianto ha operato direttamente nel cantiere, recuperando oltre 12.000 tonnellate di rifiuti misti da costruzione e demolizione nell’ambito della campagna autorizzata della durata di oltre 45 giorni. I beneficiari diretti dell’iniziativa sono il progetto infrastrutturale e la pubblica amministrazione; quelli indiretti sono il territorio e la collettività, che traggono vantaggio dalla riduzione degli impatti ambientali e della pressione esercitata su discariche e cave».
«Sono soddisfatto due volte - ha aggiunto l’assessore regionale alla Cooperazione Internazionale, Antonio Montuoro -, perché da un lato l’Europa riconosce alla Calabria la capacità di proporsi addirittura come esempio da imitare, dall’altro perché l’intervento in oggetto rientra nell’ambito più generale della salvaguardia dell’ambiente con impatto positivo diretto sulla qualità di vita dei cittadini. Il modello approvato è replicabile in altre regioni italiane nell’ambito di interventi ferroviari, stradali, portuali e di rigenerazione urbana, soprattutto nei contesti caratterizzati da rilevanti volumi di demolizione». «I rifiuti da costruzione e demolizione (CDW - Construction and Demolition Waste) rappresentano – fa presente il Dipartimento Asset strategici, attrazione degli investimenti e saperi - oltre un terzo di tutti i rifiuti prodotti nell’Unione Europea. La Direttiva Quadro sui Rifiuti mira a incrementare il riciclo e il recupero dei materiali e ha fissato l’obiettivo di raggiungere il 70% di riciclo dei rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione entro il 2025. Questa buona pratica italiana dimostra come le regioni possano trasformare direttamente grandi volumi di rifiuti da costruzione e demolizione in materie prime seconde da impiegare nei progetti infrastrutturali. Sebbene il riutilizzo diretto debba essere privilegiato ove possibile, il riciclo e il recupero dei materiali costituiscono un’ottima alternativa quando ciò non è praticabile. L’aspetto più innovativo dell’esperienza è l’utilizzo di un impianto mobile di trattamento, che consente notevoli risparmi in termini di costi di trasporto e di emissioni associate. Inoltre, la pratica evidenzia chiaramente i vantaggi economici derivanti dal trattamento mobile e dal riutilizzo dei materiali, rafforzandone il potenziale di trasferibilità ad altre regioni».
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