
C’è una fotografia che racconta più di tante parole. Da una parte l’inaugurazione, le autorità, le dichiarazioni, le immagini ufficiali e la presentazione di un nuovo servizio per i cittadini. Dall’altra, oggi, un semplice foglio di carta con una scritta a pennarello:“GUASTO”.
È questa la parabola, almeno per il momento, della Casa dell’Acqua installata a Catanzaro e inaugurata appena qualche tempo fa con tanto di articolo e foto a firma dell’amministrazione guidata dal sindaco, prof. Nicola Fiorita.
Un servizio presentato come un gesto concreto verso i cittadini, con la possibilità di acquistare acqua naturale, fredda e frizzante a pochi centesimi. Un piccolo investimento che avrebbe dovuto tradursi in un servizio quotidiano, utile e facilmente accessibile.
E invece oggi la macchina è ferma.
Non si tratta soltanto di una macchina che non eroga acqua. La questione riguarda il modo in cui vengono programmati, affidati e mantenuti i servizi destinati alla collettività. Perché inaugurare una struttura con una cerimonia e una fotografia è certamente importante, ma ancora più importante è assicurarsi che quella struttura continui a funzionare anche dopo che i riflettori si sono spenti.
A sollevare il caso è Osvaldo Catania, già candidato al Consiglio comunale.
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