Catanzaro. La maggioranza si spacca in tre. Filippo Mancuso sbotta: "Meglio andare a casa"

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Filippo Mancuso (consigliere regionale Lega)

La votazione sul presidente del collegio dei revisori fa emergere l'attuale spaccatura nella maggioranza

  11 gennaio 2021 16:35

di GABRIELE RUBINO

"Penso che sia ora di andare, gente che scappa e voti strani. I cittadini sono destabilizzati, meglio andar via perché così non penso si possa andare avanti. Con tanti problemi da risolvere si rinvia la seduta. Il  tutto strumentalmente. Che ce ne andassimo a casa.". Filippo Mancuso non le manda a dire dopo che la votazione del presidente del collegio dei revisori è caduta nel vuoto quest'oggi nel Consiglio comunale di Catanzaro. Di fatto la maggioranza, nell'ombra del voto segreto, si è spaccata in tre.

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Divisione che si è vista plasticamente su tre nomi. Rosamaria Petitto e Vincenzo Maiellare hanno ottenuto 8 voti, Gianluca Barbuto 6 e Giovanni Manfredi 2. Quest'ultimo sarebbe stato votato dagli unici due consiglieri di minoranza rimasti in aula (Belcaro e De Sarro), mentre su Barbuto ci sarebbe stata la convergenza di Catanzaro da vivere, una parte del gruppo del sindaco e non si esclude un voto di provenienza Forza Italia. Gli azzurri hanno comunque tenuto bene (nonostante le premesse) con gli 8 voti della Petitto a cui si è aggiunto almeno un altro voto da un gruppo diverso del centrodestra (quello di Catanzaro con Abramo). Maiellare invece ha avuto il sostegno del gruppo che fa riferimento a Filippo Mancuso (un grosso numero del gruppo Catanzaro con Abramo) e presumibilmente dell'Udc. 

Con il risultato di parità si dovrà procedere ad una nuova votazione. Ma non sarà oggi, fatto che ha fatto arrabbiare Filippo Mancuso che interpretava il regolamento con la possibilità di un nuovo scrutinio nella stessa seduta. Il segretario generale ha invece spiegato che se ne parlava la volta successiva. In ogni caso, in aula sono rimasti appunto i due di Cambiavento e gli otto consiglieri dell'area Mancuso. Venuto meno il numero legale, la seduta è stata sciolta dal presidente del Consiglio Marco Polimeni. La spaccatura è palese. Non è detto che prima di un nuovo showdown le controparti del centrodestra non trovino un accordo.   

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