
di CATERINA MURACA
La Biblioteca De Nobili accoglie un nuovo appuntamento della rassegna “Parole, voci e suoni di Calabria”, che ha visto protagonista Massimiliano Lepera, artista poliedrico: musicista, scrittore e docente di latino e greco presso il Liceo Classico Galluppi.
Premiato nel 2024 come “professore dell’anno” per la passione e l’impegno con cui vive quotidianamente il suo ruolo educativo, Lepera ha incontrato il pubblico presentando il suo nuovo lavoro discografico, “Svegliati, Italia”, quarto album realizzato in collaborazione con SanLucaSound di Bologna.
L’incontro si è sviluppato come un vero e proprio viaggio tra musica e parola, in cui l’artista ha raccontato la genesi del disco, nato al termine di un percorso durato quasi quattro anni. Un lavoro che raccoglie brani e videoclip girati prevalentemente in Calabria, con l’obiettivo di stimolare una riflessione su temi di forte attualità: la guerra, la pace, l’immigrazione, il disagio sociale, la tutela dell’ambiente e il valore della comunità.
Il titolo stesso, “Svegliati, Italia”, è un invito diretto alla coscienza collettiva: un’esortazione a non restare indifferenti, a costruire insieme una società più consapevole e partecipe: "Dobbiamo svegliarci come comunità – ha sottolineato Lepera – e smettere di demandare sempre agli altri ciò che riguarda tutti".
Durante la serata, l’artista ha alternato momenti di racconto a esecuzioni live con chitarra e alla proiezione di videoclip, mostrando il lavoro complesso che si cela dietro ogni canzone. Ogni brano, infatti, è stato presentato come una storia a sé, capace di racchiudere esperienze personali e collettive.
Tra i pezzi proposti, particolare attenzione è stata dedicata a “Jamal”, brano simbolico che racconta la storia di un bambino vittima delle conseguenze della guerra, del razzismo e delle discriminazioni. Girato a Gerace, il videoclip richiama il concetto di “villaggio globale” e si ispira anche all’esperienza di accoglienza legata alla figura di Mimmo Lucano, suggerendo come Jamal possa rappresentare ogni bambino del mondo.
Altri brani come “Immigrato ingrato”, riflessione sulle contraddizioni legate alla percezione della Calabria, e “La vita è una giostra”, critica verso una società fatta spesso di parole vuote e azioni mancate, hanno contribuito ad arricchire il dibattito. Non sono mancati momenti più leggeri ma altrettanto significativi, come “Evviva Natale”, legato anche a un incontro con il Papa, e “La grammatica è sgrammatica”, realizzato insieme ai suoi studenti e dedicato al ruolo dell’educatore.
La musica di Lepera si nutre dell’eredità dei grandi cantautori italiani come Fabrizio De André, Lucio Battisti e Francesco Guccini, dai quali trae ispirazione per trasformare le parole in strumenti di riflessione collettiva: "Le parole – ha ricordato – non appartengono al singolo, ma alla società".
Un filo conduttore che attraversa tutto il suo lavoro è l’amore per la propria terra. Dopo essersi formato fuori dalla Calabria, Lepera ha scelto di tornare, in controtendenza rispetto a molti suoi coetanei, per dare un contributo concreto al territorio, anche attraverso l’arte e l’insegnamento.
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