Catanzaro nel cuore : “Solo noi vediamo il declino del capoluogo?”

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  09 gennaio 2021 11:36

“Solo noi vediamo il declino di Catanzaro? La sua classe politica, ampiamente intesa, percepisce la gravissima situazione in cui si ritrova il capoluogo di regione oppure non ha occhi, né orecchie, né cuore e nemmeno mente per produrre proposte e difendere la città dalle reiterate offese che sopporta quotidianamente?”. A chiederlo è il Movimento Civico Indipendente “Catanzaronelcuore” 

“Se non siamo i soli a vedere quanto sta accadendo, allora ci chiediamo perché nessuno – dal sindaco ai parlamentari, nessuno escluso – mostri preoccupazione per le sorti della nostra città. Ha da passà ‘a nuttata!” recita il famoso ammonimento di Eduardo De Filippo nella speranza per un’ottimistica ripresa dopo l’angoscia di un passato e di un presente bui. Ma a Catanzaro la nottata sembra non voler cederepiù il posto alla luce del sole! Vecchie questioni legate alla sottrazione di ruoli e funzioni si sommano a nuove vicende che aggravano fatalmente quel che rimane di un capoluogo di regione. Nel silenzio della politica. Sul fronte Sanità emerge la pochezza di molti e l’insipienza di troppi rispetto a quanto sta accadendo al Sant’Anna Hospital, il più importante presidio cardiochirurgico della Calabria, avvolto da una nebbia che, se mai sarà diradata, potrebbe fornirci una spiacevole sorpresa: il dirottamento della clinica al di fuori dei Tre Colli. Altrettanto grave appare l’accordo tra UMG e UNICAL che di fatto dà la stura – incomprensibile e dannosa – per creare Medicina a Cosenza. Una letale stoltezza. Nel silenzio della politica”, continua il movimento.

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“Persino antiche questioni come il legittimo e nobile “inseguimento” fatto per decenni al fine di ottenere una Soprintendenza – sempre negata a Catanzaro, nonostante si sia fatto notare come ciò rappresentasse un’anomalia unica rispetto agli altri capoluoghi italiani – è sfociato in una beffa: la Calabria avrà una nuova Soprintendenza, ma a Crotone. Con la sgarbata appendice di qualche parlamentare pitagorico che si è divertito ad offendere la nostra città definendola “ultima delle ultime”! Nel silenzio della politica. Ci sono poi situazioni ataviche che stancamente si trascinano lungo la strada di un capoluogo di regione che non riesce a farsi valere: la mancanza della RAI; la soppressione dell’Ospedale Militare; lo scippo della prestigiosa Scuola di Magistratura; l’assenza assurda del riferimento a Catanzaro nella denominazione dell’aeroporto per non urtare la suscettibilità di qualche provincialotto. Nel silenzio della politica”, prosegue il Movimento Civico Indipendente “Catanzaronelcuore” 

“E ancora vecchie situazioni che si ripropongono proprio oggi: la Calabria potrebbe avere una sua autonomia nel comparto Dogane-Monopoli, staccandosi da Napoli: era già stato così deciso quattro anni fa allorquando l’allora direttore Kessler propose Catanzaro, correttamente e motivatamente, quale sede interregionale per Calabria e Basilicata; ma ci pensò il campanilismo reggino, che invocò la lesa maestà, a far sfumare quel piano che avrebbe dato prestigio alla nostra regione. La scelta della sede si ripropone proprio in queste ore sui tavoli romani e pare che il  nuovo direttore, Minenna, abbia optato per la riva sullo Stretto! Nel silenzio della politica. Infine, e solo di apparente scarsa rilevanza, leggiamo che l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Distretto della Corte d’Appello di Catanzaro si terrà il 30 gennaio nell’aula bunker di Lamezia Terme; quella stessa aula bunker che si sarebbe dovuta realizzare nel capoluogo ma che, nel silenzio della politica, ha preso anch’essa il largo dai confini di quella che fu la “magnifica et fedelissima”. Con le conseguenze prefigurate. La classe dirigente catanzarese, a tutti i suoi livelli, ha fallito ogni volta che ha taciuto, non agito, svenduto la dignità della nostra città  per interessi personali. Né chi si spaccia per nuovo nella politica ha fatto di meglio. Non si può allora lasciare che la storia di Catanzaro resti più oltre in questa tagliola che toglie simboli, ruoli, funzioni e dignità. Nel silenzio della politica. E con la sua complicità”. 

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