Catanzaro, niente presidente della Commissione: malato oncologico resta senza patente

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  18 febbraio 2026 15:12

Una storia di burocrazia e difficoltà quotidiane che si intreccia con una condizione personale già complessa. È quella raccontata da A.M., cittadino e lavoratore autonomo, malato oncologico e padre di tre figli, che ha deciso di rendere pubblica la propria esperienza per denunciare le difficoltà incontrate nel rinnovo della patente di guida.

Tutto inizia con una comunicazione ordinaria: la patente in scadenza e la necessità di procedere al rinnovo. Un passaggio apparentemente semplice, ma che si è trasformato, come racconta lo stesso cittadino, in un percorso a ostacoli.

Seguendo la prassi prevista, A.M. prenota una visita presso gli uffici della Medicina Legale di Catanzaro. Ma una volta arrivato scopre che la Commissione medica non può riunirsi. "Mi è stato detto che la patente non può essere rinnovata – spiega – perché manca il presidente della Commissione e che, al momento, non è stato nominato né si sa quando lo sarà". 

Una risposta che lascia spazio a sorpresa e amarezza, soprattutto per le conseguenze pratiche. Senza rinnovo della patente, infatti, per un lavoratore autonomo significa non poter lavorare. "Mi è stato detto che devo recarmi a Cosenza o a Reggio Calabria per rinnovare il documento – racconta – ma mi chiedo come sia possibile che nella città capoluogo non si riesca a garantire un servizio essenziale".

La situazione pesa ancora di più alla luce delle condizioni personali del cittadino, che nonostante la malattia continua a lavorare per sostenere la propria famiglia. "Sono un malato oncologico, ma continuo a svolgere il mio lavoro – scrive – e mi trovo costretto a fermarmi non per la mia salute, ma per la mancanza di una nomina". 

Il disagio non è solo personale, ma anche economico. "Una ditta che paga le tasse – aggiunge – si trova a dover interrompere l’attività per negligenze non proprie. È una situazione difficile da accettare". 

Nella lettera emerge soprattutto un senso di frustrazione verso un sistema percepito come distante. "La delusione è tanta quando la burocrazia diventa un muro di gomma – conclude – e gli uffici si trasformano in una continua perdita di tempo a discapito dei cittadini". 


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