
di CARLO MIGNOLLI
«Ci giochiamo qualcosa di importante per tutti e serviranno coraggio, leggerezza e la capacità di restare lucidi nei momenti chiave». Alberto Aquilani presenta così la semifinale playoff di andata tra Catanzaro e Palermo, in programma domani alle 20:00 al “Ceravolo”: una sfida che racchiude entusiasmo, pressione e consapevolezza per un ambiente ormai abituato a grandi appuntamenti, alla terza semifinale playoff consecutiva.
Il tecnico parte dall’aspetto mentale, fondamentale in una sfida su 180 minuti: «Arriviamo a giocarci questa partita meritatamente, con grandissimo entusiasmo. Dobbiamo cavalcarlo. Non so se esiste un modo giusto o sbagliato per preparare una doppia sfida, ma il nostro focus è solo su domani. È una partita troppo importante sotto tanti punti di vista». Un’importanza che va oltre il campo: «Ci giochiamo qualcosa di grande, non solo per noi o per le nostre famiglie, ma per un popolo intero. Dobbiamo riconoscerlo fino in fondo, perché quando lo fai puoi trovare quel qualcosa in più, anche invisibile, che ti permette di competere contro squadre forti».
Allo stesso tempo, Aquilani invita i suoi a non farsi schiacciare dalla pressione: «Non dobbiamo avere ansia o peso sulle spalle, dobbiamo giocare con la mente libera. Quando siamo troppo contratti, come nei primi minuti contro l’Avellino, non rendiamo. Serve leggerezza, perché è una componente fondamentale del nostro gioco».
Il Catanzaro, infatti, dovrà affidarsi alla propria identità: «Se vogliamo competere dobbiamo giocare il nostro calcio, mostrare le nostre qualità, che sono tante. Ma dobbiamo abbinarle alla maturità, alla malizia, alla capacità di fare la corsa in più, il contrasto in più. Anche saper “sporcare” la partita quando serve. Solo così possiamo mettere in difficoltà squadre con rose più attrezzate». Sul Palermo, l’allenatore è chiaro: «È una squadra fortissima, costruita con grandi valori. Hanno giocatori che sull’episodio sono micidiali. A Palermo abbiamo fatto una grande partita ma abbiamo preso tre gol su episodi: dovremo essere molto più attenti».
Due idee di calcio diverse che si confronteranno: «Sono due squadre che interpretano la partita in modo differente. Noi crediamo fortemente in quello che facciamo, è nel nostro DNA. Questa è la nostra arma e dobbiamo usarla con equilibrio e concretezza». Capitolo uomini: buone notizie per Iemmello: «Sta meglio, il programma di recupero è stato perfetto. I 20 minuti contro l’Avellino e il gol gli hanno dato tanto, a volte il gol vale più delle medicine. È recuperato, poi vedremo come gestirlo: è un giocatore diverso dagli altri e va valutato bene».
Aquilani si sofferma anche sulla crescita della squadra durante la stagione: «Se all’inizio ci avessero detto che saremmo arrivati a questo punto, saremmo stati felicissimi. Ma ora non dobbiamo pensare di aver fatto qualcosa: dobbiamo continuare a crederci. Questa è una squadra forte». E ancora: «Abbiamo costruito tanto durante l’anno, mettendo mattoni uno sopra l’altro. I risultati aiutano, ma dietro c’è un lavoro continuo. Anche per me è stata una stagione importante, sono cresciuto molto e ho acquisito più certezze».
Un concetto chiave riguarda proprio l’atteggiamento: «Per vincere non basta giocare bene. Serve ritmo, qualità, ma anche attitudine: non accontentarsi, voler fare qualcosa in più, voler sognare. E per sognare bisogna fare uno sforzo in più». Sulla gestione della doppia sfida dice: «Sono due partite, ma la prima è domani. Pensiamo solo a quella, il resto verrà dopo».
Importante anche il contributo dell’esperienza all’interno del gruppo: «Chi ha più partite alle spalle porta esperienza, chi ne ha meno porta leggerezza. Nel calcio servono entrambe. Ma la base è il cuore di questi ragazzi: io mi fido completamente di loro». Prosegue poi fattore campo, decisivo nella sfida con l’Avellino: «Anche se martedì lo stadio non era sold out, il tifo si sentiva forte. Il “Ceravolo” pieno sarà una spinta enorme, un qualcosa che per noi può diventare una forza e per gli altri un problema. Mi auguro che sia una festa e dobbiamo cercare di dare altre soddisfazioni a questa gente».
Infine, Aquilani ha voluto soffermarsi anche sull’assenza delle tifoseria ospiti nelle due sfide: «Mi dispiace che non ci saranno i tifosi ospiti, come mi dispiace che i nostri non potranno andare a Palermo: sarebbe stato bello vedere tantissima gente al seguito, perché il calcio è condivisione e vive anche di queste emozioni sugli spalti». Un pensiero che poi si è spostato sulla tragedia che in settimana ha scosso la città di Palermo, la morte della piccola Alessia, tifosa del Palermo che lottava contro un brutto male: «Esprimo vicinanza alla città di Palermo perché la tragedia che è accaduta in settimana non ha toccato solo loro, ma tutti noi. La storia di Alessia è stata davvero emozionante, vedere la città, la società e i tifosi che hanno cercato di aiutarla in tutti i modi è stato qualcosa che ci ha colpiti profondamente. Mandiamo un abbraccio alla famiglia: è una vicenda che ha coinvolto e segnato tutti, anche da qui l’abbiamo vissuta con grande delicatezza».
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