
di GAETANO MARCO GIAIMO
"Essere qui oggi per me è un grande successo". Peppe Voltarelli ha salutato così il suo pubblico questo pomeriggio a Catanzaro: la Sala Placanica della Biblioteca "De Nobili" si è trasformata in palcoscenico per il concerto dall'atmosfera intima del frontman de Il Parto delle Nuvole Pesanti, promosso dall'Accademia di Belle Arti del capoluogo all'interno della masterclass "Cittadinanza Attiva". La riflessione su cosa voglia dire essere parte di un racconto e di una comunità esce al di fuori dei confini delle aule e si apre alla cittadinanza dopo una settimana di lectio magistralis: nel palinsesto si inserisce il dialogo di questo pomeriggio, con il cantautore che ha portato la testimonianza di un calabrese fuggito dalla sua terra ma che ha fatto del dialetto il modo di esprimere la sua appartenenza culturale.

L'Amministrazione Comunale ha portato i suoi saluti nella persona dell'Assessore Salvatore Bullotta: "Da tanto tempo sento dire che dovremmo ospitare nel nostro Centro Storico facoltà umanistiche dell'Università, ma abbiamo già un'intera Accademia che è simbolo d'eccellenza". A chiacchierare con Voltarelli è stato il docente Giacomo Costa: "Ciò che stiamo facendo in questi giorni è interrogarci su come creare una comunità nei nostri territori". Tra aneddoti improbabili accaduti in giro per il mondo e riflessioni su come "scappando dalla Calabria certe cose le vedi sotto una luce diversa", l'artista si è lasciato andare a racconti della sua lunga carriera, costellata di serate in giro per locali poco raccomandabili negli Stati Uniti e un primato in classifica in Repubblica Ceca davanti ad U2 e Leonard Cohen.
A farla da padrone è stata la musica, inframezzata sempre dalla capacità da cantastorie di Voltarelli: l'apertura è arrivata con Il Paese dei Ciucci, coinvolgendo subito gli spettatori. Capatosta e 'Sta Città hanno fatto emozionare e riflettere, mentre tutti i presenti hanno cantato sulle note di Onda Calabra. Dopo un tributo a Domenico Modugno con 'O Cafe', il primo finale è stato dedicato alla forza travolgente di Distratto ma però: la richiesta a gran voce di un bis è stata accolta con gli arpeggi dolci di Marinai prima della chiusura con Mozza, brano dal testo particolare e di matrice autobiografica, nato da una bislacca serata a Montreal. Il messaggio che il cantante ha voluto lasciare è nato da un triste aneddoto personale: "Spero che le nuove generazioni riescano a cambiare questo atteggiamento intrinseco nei nostri conterranei di farsi i fatti propri. Ho la fortuna di poter trasmettere quello che voglio suonando: così riesco a veicolare contenuti in maniera apparentemente leggera e sciolta".
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