Catanzaro, per gli ammalati di leucemia mieloide acuta una ricerca del dottor Matteo Molica accende una luce di speranza

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Catanzaro, per gli ammalati di leucemia mieloide acuta una ricerca del dottor Matteo Molica accende una luce di speranza


  14 gennaio 2026 22:09

di ENZO COSENTINO

Una luce di speranza per gli ammalati di leucemia mieloide acuta si é accesa da Catanzaro. La sfida a questo male orribile per la sua aggressività, l’ha lanciata il dott. Matteo Molica, dirigente medico presso la UOC (Unità Operativa Complessa) di Ematologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco”.  Molica è, infatti, il capofila di un team che studia e lavora meticolosamente sulla difficile ricerca  confrontandosi con  il mondo scientifico internazionale. Non a caso l’autorevole rivista American Journal of Hematology ha pubblicato i risultati sin qui raggiunti da Molica che ha concentrato la massima attenzione sul gilteritinib.

Non è una parola magica ma “il farmaco- ci spiega Matteo Molica- a bersaglio molecolare che agisce sulla mutazione del gene FLT3, in pazienti con leucemia mieloide acuta già sottoposti a numerosi trattamenti e in progressione di malattia dopo la terza o quarta linea terapeutica.”

Certamente si tratta di un primo e fondamentale step dello studio   a cui è impegnato il  team. Un lavoro che non ha soste, che merita di essere adeguatamente sostenuto e valorizzato e che mette in primo piano anche un altro aspetto: la valenza e le potenzialità  dei ricercatori della “Dulbecco”. Un fiore all’occhiello per una Regione che conosce, purtroppo, nel campo specifico della sanità(o meglio della salute)ultimi posti.

La ricerca, coordinata scientificamente da Matteo Molica insieme al dott. Matteo Perrone, ematologo dell’Ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina, ha coinvolto quasi 200 pazienti provenienti da numerosi centri di eccellenza in Italia, Spagna, Regno Unito e Turchia, confermando il forte respiro internazionale dello studio.

“Lo studio – puntualizza Molica-  evidenzia anche l’importanza di ripetere i test molecolari per la mutazione FLT3 , solitamente effettuati solo in fase iniziale, nelle recidive successive. Questa mutazione, infatti, può non essere presente alla diagnosi ma comparire nel tempo a causa dell’evoluzione della malattia, aprendo nuove possibilità di trattamento mirato per i pazienti.”

Il messaggio più illuminante è che “anche nelle fasi più avanzate della leucemia mieloide acuta è possibile aprire nuove prospettive terapeutiche, offrendo speranza a pazienti con opzioni di cura finora molto limitate.”

Un grande passo in avanti, dunque, il lavoro del dottor  Matteo Molica e della sua equipe e di questo, riteniamo, la “politica”, i legislatori devono prenderne atto oltre che cognizione e tirare le positive conclusioni.

Anche la Calabria può e deve aspirare alla crescita professionale delle sue risorse umane, evitare in buona sostanza che chi completa il proprio percorso di studi accademici nelle sue università non sia costretto al viatico dell’ emigrazione.

 


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.