
Partecipiamo per denunciare le discriminazioni, la marginalizzazione e per unire le battaglie della comunità LGBTQIA+ alle rivendicazioni anticapitaliste e transfemministe.
Potere al Popolo! parteciperà attivamente per promuovere un'impostazione autonoma e critica che unisce la lotta per i diritti LGBTQIA+ alle rivendicazioni di classe, antifasciste e per la Palestina.
Sottolineiamo, fin da adesso, la necessità di non limitare il Pride alla sola facciata dei diritti senza affrontare le disuguaglianze economiche e la precarietà vissute soprattutto nelle regioni del sud ed in particolare in Calabria.
Siamo impegnati alla difesa del diritto all'autodeterminazione, sul riconoscimento pieno delle identità trans e non binarie e sul superamento di un sistema economico che alimenta sfruttamento e disuguaglianza.
La questione di genere si intreccia con la questione di classe, e colpisce in particolare i corpi delle donne migranti.
Le discriminazioni sul lavoro e nella società, la violenza riguardano anche gay, lesbiche, trans e tutto l'universo LGBTQIA+, che combatte quotidianamente contro i pregiudizi, l'odio, l'omofobia, la transfobia. Il non riconoscimento pieno delle relazioni e delle famiglie delle persone LGBTQIA+ significa ridurre le loro vite a esistenze individuali e isolate, e riaffermare un’idea autoritaria di famiglia che compromette la libertà di tutti e tutte.
Per questo lottiamo per:
• la parità di diritti, di salari, di accesso al mondo del lavoro a tutti i livelli e mansioni a prescindere dall’identità di genere e dall’orientamento sessuale;
• la radicale rimessa in discussione dei ruoli maschile e femminile nella riproduzione sociale ed un sistema di welfare che liberi tempo di vita per tutte e tutti;
• la rottura del carattere monosessuato dello spazio pubblico e della politica;
• soluzioni che inibiscano ogni forma di violenza (fisica, ma anche sociale, culturale, normativa) e discriminazione delle donne e delle persone LGBTQIA+ (attraverso una legge contro l’omotransfobia);
• una formazione che fornisca strumenti per decostruire il sessismo e educhi al riconoscimento della molteplicità delle differenze;
• la piena e reale libertà di scelta sulle proprie vite e i propri corpi, il pieno diritto alla salute sessuale e riproduttiva, negata in tante strutture pubbliche dalla presenza di medici obiettori. Va garantito a tutte l’accesso alla fecondazione assistita, anche eterologa, a prescindere dallo stato di famiglia. Va combattuta la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili attraverso la promozione della contraccezione rendendo disponibili a tutte e tutti le nuove tecniche di prevenzione. Vanno vietate le mutilazioni genitali su* bambin* intersessuali prima che possano capire e sviluppare la loro identità di genere;
• la cancellazione di ogni pacchetto sicurezza. La sicurezza delle donne è nella loro autodeterminazione;
• i diritti e le aspirazioni di gay, lesbiche e trans, sia come individui che nella loro vita di coppia, con l’introduzione del matrimonio egualitario, del riconoscimento pieno dell’omogenitorialità a tutela dei genitori, dei figli e delle famiglie e con la ridefinizione dei criteri relativi all’adozione, consentendola anche a single e persone omosessuali, per riconoscere il desiderio di maternità e paternità di tutte e tutti.
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