
Una lite furibonda. Violentissima, finita con il ferimento di 5 persone di cui una arrivata in codice rosso in ospedale, dove restò per mesi con il rischio di perdere un occhio.
I fatti avvennero in via dei Tulipani, quartiere di Siano, a Catanzaro nel settembre del 2019. Protagonisti due nuclei familiari, legati da vincoli di parentela, oltre che vicini di casa. Un’aggressione, che oggi, non ha colpevoli.
Si è chiusa infatti con un’assoluzione “perché il fatto non costituisce reato” il giudizio di primo grado per l’unico imputato – per una seconda persona è arrivata l’archiviazione - accusato di aver aggredito il parente: per lui, il pm aveva chiesto un anno di reclusione. Una sentenza che lascia esterrefatti le parti civili che sperano in un appello della Procura: loro, in virtù della riforma Cartabia, possono solo fare appello in sede civile. “C’è un video – racconta una delle parti civili – dove si vede chiaramente che mio padre è stato aggredito per poi venire colpito con una terribile bastonata in testa. Oggi, a distanza di 7 anni da quanto accaduto, gli aggressori sono rimasti impuniti e per la giustizia non hanno commesso niente”.
Furono i familiari della anziana vittima a denunciare i fatti facendo scattare l’indagine della Procura e producendo anche un video dal quale emergerebbe chiaramente l'aggressione. Sul posto, la polizia refertò le tracce di sangue, anche alcuni oggetti contudenti che sarebbero stati usati durante l'aggressione. Raccolse elementi utili d aallegare al fasciolo. Oggi, per quella brutale aggressione nessun colpevole.
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