Catanzaro, si scende in piazza per la manifestazione “La fine del genocidio è la fine del sionismo”

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Una delle tante manifestazione

  08 ottobre 2026 10:00

Riceviamo e pubblichiamo

Sabato 10 ottobre in diverse città d’Italia, tra le quali Catanzaro, si scende in piazza per la manifestazione “La fine del genocidio è la fine del sionismo” promossa da UDAP – Unione Arabo Democratica Palestinese, Giovani Palestinesi d’Italia, Associazione dei Palestinesi in Italia e Movimento studenti palestinesi in Italia.

Rilanciamo e raccogliamo l’appello a mobilitarsi in solidarietà con la Resistenza palestinese e contro guerra ed economia di guerra portati avanti dal governo Meloni e soci che strozzano i lavoratori e il resto delle masse popolari del paese.

Dopo tre anni di genocidio a Gaza, il popolo palestinese continua ad affrontare massacri, assedio, carestia e pulizia etnica, mentre in Cisgiordania si intensificano i raid militari e le violenze dei coloni.

Nonostante il calo dell’attenzione mediatica e le false pacificazioni, i crimini e l’oppressione non si sono fermati. Il nostro dovere è riportare la centralità della lotta palestinese al centro del movimento politico e popolare in Italia.

La causa palestinese non può essere liquidata come mera emergenza umanitaria, è una lotta politica per la liberazione.

Il 10 ottobre scendiamo in piazza in tutte le città italiane per la fine immediata del genocidio, lo sblocco degli aiuti e il ritiro dell’esercito di occupazione.

Saremo in piazza al fianco di tutti i popoli della regione che resistono all’imperialismo e alle aggressioni sioniste – in Yemen, Libano, Siria, Iraq e Iran – e contro le politiche di guerra che devastano i territori e le popolazioni.

Esprimiamo inoltre piena solidarietà a chi, anche in Italia, subisce la repressione per essersi mobilitato al fianco del popolo palestinese e contro il genocidio.

LE NOSTRE ISTANZE

1) Stop alla guerra e all’economia di guerra: Blocco immediato del riarmo, contro l’aumento della spesa militare e l’invio, vendita e transito di armi da e verso l’entità sionista. Rescissione di ogni accordo di cooperazione militare, economica e accademica.

2) Stop alla criminalizzazione del dissenso: Ritiro immediato del “DDL Antisemitismo” (che usa la definizione IHRA per equiparare l’antisionismo all’antisemitismo e silenziare la critica politica) e contro i cosiddetti Decreti “Sicurezza” e tutte le misure repressive contro il movimento di solidarietà.

3) Libertà per i prigionieri politici in Italia: Liberazione immediata per Anan Yaeesh, Ahmed Salem, Mohammed Hannoun, Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly, Riyad Albustanji e Abdelnuti Abunada.

4) Per il diritto del popolo palestinese alla resistenza, in tutte le sue forme, per l’ottenimento del proprio legittimo diritto all’autodeterminazione, alla liberazione e al ritorno, in tutta la Palestina, dal fiume al mare.

 

5) Contro la complicità diretta dello Stato italiano, terzo esportatore al mondo di armi verso “Israele” e corresponsabile nel genocidio del popolo palestinese: chiediamo l’immediata cessazione di ogni accordo militare, economico, diplomatico e accademico con l’entita sionista, l’imposizione di sanzioni severe e un embargo totale sulle armi.

6) Contro le politiche di riarmo europeo e italiano che pretendono di destinare fino al 5% del PIL alle spese militari e all’industria bellica, a scapito dei diritti sociali, sottraendo risorse fondamentali a sanita, istruzione, lavoro e welfare.

VERSO UNA MOBILITAZIONE POPOLARE E DEI LAVORATORI

Invitiamo le comunità, i sindacati, le organizzazioni politiche, i collettivi e le strutture studentesche e dei lavoratori a mobilitarsi per costruire un embargo popolare e pratiche concrete di boicottaggio economico, accademico e militare, intrecciando la lotta contro il genocidio e la guerra con quella contro lo sfruttamento e l’attacco continuo a diritti sociali.

Alziamo la bandiera della Palestina.