
“Sono arrivato oggi a questa benedizione: la doppia cifra è il coronamento di un grande lavoro”. Così l’attaccante del Catanzaro Filippo Pittarello apre la sua analisi al termine del successo per 4-2 contro lo Spezia, una vittoria pesante che permette ai giallorossi di blindare il quinto posto a quota 59 punti e assicurarsi, per il terzo anno consecutivo, il primo turno dei playoff in casa.
Una giornata da incorniciare per Pittarello, autore di una doppietta che lo porta a quota dieci gol stagionali, agganciando nella classifica marcatori il capitano Iemmello. In mezzo anche le reti di Petriccione, che ha aperto la gara, e del giovanissimo Fellipe Jack, classe 2006 alla prima marcatura tra i professionisti.
Per Pittarello, però, il traguardo personale è solo una parte della storia: “È una soddisfazione sì, ma soprattutto collettiva: per la squadra, lo staff, la mia famiglia, la mia compagna e tutte le persone che mi sono state vicine”. L’attaccante ha raccontato anche il percorso, non sempre semplice, vissuto nei due anni in giallorosso: “Ho passato un paio d’anni difficili. Ho sempre sentito la fiducia della società e della tifoseria, ma nel calcio le critiche fanno parte del gioco. L’attaccante deve segnare, è normale”.
Una pressione che però ha trasformato in motivazione: “A un certo punto mi sono detto che dovevo trovare un modo per far star zitti tutti. Non riuscire a segnare mi faceva stare male, e sentire anche le critiche ancora di più. Questa cosa mi ha dato una spinta”. E la risposta è arrivata sul campo, con una stagione che da complicata si è trasformata in esaltante: “Più che un traguardo, è il risultato del lavoro fatto ogni giorno”.
Sul match, Pittarello ha descritto una partita dura e fisica, soprattutto nella prima ora: “È stata una gara sporca, fatta di contatti, di duelli. Ho sbagliato qualcosa, ma ho cercato di fare il mio lavoro per la squadra. Poi la partita dura 90 minuti e alla fine è andata bene”. Un successo che racconta anche l’identità del Catanzaro: “Questa partita è l’emblema della nostra stagione. Loro si giocavano la salvezza, noi eravamo già nei playoff, ma siamo scesi in campo per vincere. È un segnale importante”.
Con il quinto posto ormai consolidato e due partite ancora da giocare, il messaggio è chiaro: nessun rilassamento: “Non saranno passeggiate. Dobbiamo fare la partita, lo dobbiamo a noi stessi e ai tifosi”.
Infine, lo sguardo ai playoff e alla lezione della scorsa stagione proprio contro lo Spezia in semifinale: “Da quella partita ci è rimasto il rammarico di non essercela giocata fino in fondo. Quest’anno dobbiamo avere più coraggio, più convinzione, sapere che possiamo giocarcela con tutti”. E a livello personale, Pittarello non si pone limiti: “Voglio migliorarmi sempre. Ho iniziato a giocare a calcio con il sogno della Serie A e lavoro ogni giorno per arrivarci”.
Una serata perfetta per il Catanzaro di Alberto Aquilani, trascinato da un grande Pittarello: gol, consapevolezza e ambizione per sognare ancora.
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