Catanzaro, Vincenzo Speziali replica a Parisi e Donato: "...E continuano le gaffe!"

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images Catanzaro, Vincenzo Speziali replica a Parisi e Donato: "...E continuano le gaffe!"

  10 luglio 2022 10:56

di VINCENZO SPEZIALI

Leggo, basito piuttosto che annichilito, una comica dichiarazione del duo (e perché no? Del tandem!) Donato-Parisi.

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Difatti, quando qualcuno (in tal caso persino coadiuvato da un'altra persona), come il docente 'magnogreco' (poiché esercita nell'Universita` da cui deriva l'appellativo) si avventura in proposte 'ragionamentate' -   bisogna stare attenti e in alcuni momenti allacciare le cinture, non di sicurezza, bensì dei pantaloni, perché si finisce di crepar dal ridere.

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Ciò premesso in perifrasi (tanto il termine, gli autori della nota lo conoscono), quando si lanciano lai al Sindaco, a fronte di moniti per tutela e difesa delle prerogative del Consiglio Comunale e del discendente, nonché conseguenziale, funzionamento di esso -ingiungendo a Fiorita di non intromettersi nello svolgimento delle lecite determinazioni consiliari - (forse?) dimenticando che qualsiasi Sindaco, è parte, nonché componente, dell'Assemblea cittadina- gli autori del lai in oggetto, glissano su un aspetto non da poco.
Lo ricordo io, poiché ho buona memoria e al solito, devo ribadire come e quanto la coerenza, non sia merce alla stregua di un prodotto alimentare -tipo lo yogurt  - perciò con la scadenza.

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Il primo che ha paventato dimissioni di massa  è stato il  Presidente del Consiglio Comunale uscente, Marco Polimeni.
Tra l'altro disse testualmente che erano pronte le dimissioni di tutti e ciascuno, nel caso Fiorita avesse vinto, ed in base al silenzio assenso -principio giurisprudenziale che Donato conoscerà benissimo, poiché questa è la sua materia - dicevo in base al silenzio assenso, nessuno lo smenti` e infatti, ove mai ciò fosse o fosse stato, almeno lo stesso Polimeni avrebbe potuto e dovuto ottemperare a tal improvvida dichiarazione perentoria.

È dalla sera del 26 Giugno, che attendo uno straccio di coerenza e credibile pratica -proprio a fronte di quanto da lui liberamente esplicitato. A tal proposito, ritorna in mente -nei miei pensieri (quanto è bello averne, soprattutto se sono forti, come diceva De Mita)- un consiglio di Craxi a Spadolini, dopo che quest'ultimo aveva perduto il match con il leader socialista (in quel tempo Capo del Governo) a seguito della crisi di Sigonella: "Caro Giovanni, capisco la delusione, ma in questo caso, per consolarsi, ci si sposa". Patti chiari, lo disse Bettino, però può essere sempre utilizzato a tempo debito e modo consono, in altre epoche, per diverse  situazioni.

LEGGI ANCHE QUI: I nomi 'in ballo' della Giunta Fiorita e il ruolo della compagine di Talerico

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