
A pochi giorni dal referendum del 22 e 23 marzo 2026, a Cenadi resta aperta una questione che riguarda la sicurezza dei cittadini e il diritto di votare senza ostacoli. Da mesi il sottoscritto Giovanni Montesano segnala alle autorità competenti le criticità relative all’accesso al seggio elettorale della Sezione n. 1 del Comune di Cenadi, situato nello stesso edificio in cui si trova anche l’ambulatorio dei medici di base. Il percorso di accesso presenta pendenze, fondo irregolare e interferenze con lavori nelle adiacenze dell’area. La situazione era stata già formalmente segnalata nel 2025 alla Prefettura di Catanzaro, al Comune e all’Arma dei Carabinieri. Successivamente sono stati inviati ulteriori solleciti proprio in vista delle imminenti consultazioni referendarie. Nonostante ciò, a oggi non risultano sopralluoghi tecnici documentati né interventi concreti per verificare e risolvere le criticità segnalate. Il Comune ha risposto sostenendo che la situazione sarebbe stata accettata nel tempo. Un’argomentazione paradossale, perché se un problema esiste da anni non diventa meno grave. Anzi, dimostra che era già noto alle istituzioni. Non a caso già nel 2003 lo stesso Comune aveva segnalato alla Prefettura la presenza di una “discesa molto ripida” nell’accesso al seggio elettorale. Di fronte a questa situazione il sottoscritto ha ritenuto doveroso informare nuovamente anche l’Arma dei Carabinieri con una segnalazione preventiva alle stazioni competenti per territorio.Ed è qui che emerge il vero paradosso. Tra pochi giorni i cittadini saranno chiamati alle urne per esprimersi su un referendum che riguarda la Costituzione e il suo funzionamento. In teoria uno dei momenti più alti della democrazia. Ma a Cenadi si rischia di discutere di grandi principi costituzionali mentre nella realtà quotidiana non si riesce nemmeno a garantire l’accesso sicuro al luogo in cui si esercita il diritto di voto. Se dopo mesi di segnalazioni e richieste di verifica non accade nulla, allora il problema non è più la segnalazione di un cittadino. Il problema diventa una ben più grave mancanza di responsabilità istituzionale.
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