Centro unico prenotazioni, il flop dell'Asp di Catanzaro

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Centro unico prenotazioni, il flop dell'Asp di Catanzaro

  09 luglio 2019 17:16

di GABRIELE RUBINO

Il centro unico di prenotazione dell’area centro è partito da marzo, ma all’Asp di Catanzaro non se ne sono accorti. Il servizio, tecnicamente, si chiama Sovra-CUP e abbraccia le province di Catanzaro, Crotone e Vibo. Serve a prenotare visite e prestazioni specialistiche ambulatoriali attraverso un call center. In teoria dovrebbe fornire agli utenti l’opportunità di decidere quale struttura scegliere, magari quella con tempi di attesa meno lunghi. Qualche giorno fa il direttore generale facente funzioni del Pugliese-Ciaccio, Antonio Mantella, ha stilato il report con l’analisi dei primi due mesi di attività. I numeri sono piuttosto eloquenti. Su un totale di 51.044, le prenotazioni registrate presso le strutture dell’Asp catanzarese sono state solo 390. Appena l’1%.

Banner

TUTTI I NUMERI DEL SOVRA-CUP - Il dato dell’Asp di Catanzaro è paradossale. Pur disponendo di tre ospedali (gli Stroke di Lamezia, Soverato e Soveria Mannelli) e diverse altre strutture spalmate sull’intera provincia è abbondantemente dietro i due Hub del capoluogo. Il Pugliese è a 23.399 prenotazioni e Mater Domini a 18.707. Insieme, coprono l’87% del totale. L’Azienda sanitaria provinciale catanzarese è riuscita a far peggio anche dell’Asp di Crotone e quella di Vibo che, fino a maggio, sono arrivate rispettivamente a 4.802 e 3.746 prenotazioni.

Banner

LE PUNTURE DEL PUGLIESE ALL’ASP – Nel report dei primi mesi di vita del Sovra-CUP, il dg Mantella non nasconde le carenze dei “cugini” dell’Asp. Il flop quantitativo delle prenotazioni (390 su 4.831 chiamate) sarebbe dovuto «alla esigua disponibilità di offerta». Il fastidio del Pugliese è talmente evidente che risulta allegato pure l’elenco delle prestazioni non eseguite dall’Asp. E non sono poche. Per di più, altro vuoto informativo, le agende con le prestazioni eseguibili non dovrebbero essere soltanto quelle delle strutture pubbliche. Gli erogatori privati accreditati, per contratto, sono tenuti a rendere disponibili queste informazioni proprio per aiutare il pubblico a garantire il servizio in caso di criticità. A quanto pare, nel catanzarese, questo non avviene.    

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner