Chiara Giordano racconta la sua XIX edizione di Armonie d’Arte Festival (VIDEO)

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images Chiara Giordano racconta la sua XIX edizione di Armonie d’Arte Festival (VIDEO)
Parco Archeologico di Scolacium
  12 luglio 2019 16:16

di PAOLO CRISTOFARO

Un appuntamento di rilevanza nazionale e di assoluta importanza per il territorio anche. Cosa ci aspetta quest’anno, quali appuntamenti offrirete, quali armonie?

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Armonie d’Arte Festival è un unicum. Non è semplicemente un elenco di appuntamenti. È musica, teatro, danza. Gli appuntamenti sono diversificati, nel segno appunto dell’armonia tra le arti. 

Cosa cercate?

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Noi cerchiamo una narrazione che sia lontana dall’ordinarietà delle proposte commerciali. Ha un taglio “colto”. La nostra attività spettacolistica è molto lontana dalle altre proposte. Cerchiamo di dare nuove opportunità ai calabresi. L’opportunità di avere artisti e repertori che altrimenti dovrebbero essere oggetto di partenze. E in una terra purtroppo segnata da troppe partenze cerchiamo almeno di evitare le partenze culturali.

Che immagine volete offrire?

Vogliamo dare l’immagine di una Calabria virtuosa, operosa, attiva, sorprendente. Dobbiamo ricordare che siamo anche all’interno di un’area archeologica che ha un valore monumentale importante come altrettanto importante è la suggestione paesaggistica, il Parco di Scolacium. Un Parco dello Stato, quindi c’è anche una collaborazione costante con il MIBACT. Tutto quello che succede si configura sempre come una sintesi tra luoghi, narrazione dei luoghi, artisti, idee produttive. 

Armonie d’Arte quest’anno abbraccia anche un altro luogo particolare.

Quest’anno non ci sarà soltanto Scolacium, ma coinvolgeremo anche il Parco Archeologico di Locri, perché pensiamo che sia un altro straordinario tesoro calabrese da valorizzare. Lo faremo il 20 luglio con “J’ai Deux Amours” con Dee Dee Bridgewater. Chiuderemo il Festival, a settembre, a Catanzaro, al Politeama, con un grande omaggio a Pina Bausch che è la madre del teatro-danza, un genio assoluto per tutto il linguaggio artistico contemporaneo.

Come lo farete?

Siamo riusciti a riportare in Italia dopo tanti anni la Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, la storica compagnia, con un lavoro che si chiama “Since She”, di Dimitris Papaioannou, che è considerato uno dei più interessanti coreografi viventi. Ma quella sarà una settimana che vedrà a Catanzaro anche mostre, workshop e altre iniziative legate all’evento. L’apertura, invece, a Locri, con Dee Dee Bridgewater, una regina del Jazz, che però in questa occasione farà un omaggio speciale alla canzone francese, in una versione totalmente particolare. Nel 2005 ha fatto un album importante, con lo stesso titolo dello spettacolo del 20 a Locri.

Poi?

Proseguiremo poi con la voce straordinaria di Dulce Pontes “La voce del Fado da Amalia Rodriguez ad Ennio Morricone”. Una grandissima diva che sta incantando platee del tutto il mondo. Il 2 agosto andremo avanti con un’opera Rock, “Shine. Viaggio nel mondo della Luna” che sarà un omaggio ai Pink Floyd, con coreografia e regia di Micha van Hoeck, una delle figure più importanti del panorama artistico internazionale. Un’opera Rock, che potrebbe somigliare ad un musical. Non è una cover, lo rimarchiamo, è un’opera Rock che ha appena debuttato.

Ci saranno anche importanti appuntamenti di opera lirica vero?

Il 9 ed il 23 agosto avremo rispettivamente “Pagliacci” e “Tosca”, due opere liriche suggestive. La rassegna, quest’anno, è segnata dalla presenza della femminilità, di figure femminili che si ripropongono nei vari appuntamenti.

Quanto conta la suggestione dettata dai luoghi in Armonie d’Arte?

Molto del successo del Festival penso sia dovuto anche al luogo suggestivo. Il senso stesso del Festival è questo: collegare il luogo, il senso del luogo all’idea, alla creazione artistica. Facciamo in modo che i luoghi parlino. Proviamo a dare vita agli spazi, come in un’agorà contemporanea. Un luogo vivo, dove vivere un’esperienza, una narrazione. Gli spettacoli prevedono allestimenti pensati appositamente per il luogo: pensare a come far sposare al meglio l’idea creativa, l’arte, il messaggio suggestivo con lo scrigno che lo avvolge, con questi scenari di un’unicità impareggiabile. La maggior parte dei finanziamenti ci arrivano dallo Stato e in particolare dalla Regione Calabria. Non sono appuntamenti pensati per un pubblico medio diciamo. Il target è alto. Non direi propriamente che è per addetti ai lavori, ma senz’altro, chi segue Armonie d’Arte ha una sensibilità particolare, non è lo spettatore che cerca il divertissement comune. Quest’anno ci sarà molta attenzione sulla danza.

Come scegliete gli spettacoli?

Gli spettacoli non sono mai scelti per ragioni di botteghino. Scegliamo gli appuntamenti che insieme possono proporre un quadro completo di internazionalità, di interdisciplinarietà, di attenzione anche ai linguaggi diversi che possono arrivare al territorio, per dare opportunità uniche. Quest’anno avremo anche una sezione che si chiama “La nostra bellezza” dedicata alla Calabria artistica che va in scena, con i calabresi di talento, con le compagnie più importanti del territorio. Siamo anche molto presenti nei circuiti internazionali. Miriamo, come sempre, a coinvolgere spettatori lontani, paesi lontani, culture lontane. Guardiamo con particolare attenzione, recentemente, anche all’Est del mondo. Come mai?

È un pubblico che inizia a viaggiare e ad apprezzare questi appuntamenti in modo particolare. Lo scorso anno molte presenze dal Giappone, ma anche dalla Russia. Presenti anche Brasile, Finlandia, Spagna, Germania. Puntiamo il faro sul territorio e sulla nostra cultura; faro che viene visto dal mondo intero.

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