Chiaravalle Centrale, giunte notturne e decreti ingiuntivi: Radici e Ali chiede "conto dei conti"

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Il movimento civico d'opposizione punta il dito sulla gestione economico-finanziaria dell'ente: “Il sindaco alza polvere, ma sui nodi veri non risponde”

  09 marzo 2026 14:59

"Leggere l'albo pretorio del Comune di Chiaravalle Centrale è sempre molto istruttivo: scopriamo che la giunta si riunisce all'1.30 di notte per affidare incarichi legali, ad esempio. Ma scopriamo anche che altri incarichi legali vengono puntualmente affidati per opposizioni a decreti ingiuntivi". Comincia così, con il tono di chi sfoglia carte e prende appunti, l'ultima presa di posizione di Radici e Ali, il movimento civico che ha come riferimento politico il consigliere comunale Claudio Foti e da tempo tiene sotto osservazione l'operato dell'amministrazione comunale.

E se le delibere in piena notte restituiscono un'immagine quantomeno singolare della vita amministrativa chiaravallese, è sul secondo punto — quello dei decreti ingiuntivi — che il ragionamento si fa più tagliente e, soprattutto, più preoccupante.

Perché il vero nodo, quello che Radici e Ali chiede di affrontare senza giri di parole, riguarda “lo stato di salute finanziaria del Comune”. “Un ente – scrivono - che, a giudicare dalle carte, sembra fare acqua da tutte le parti: da un lato i debiti fuori bilancio (finalmente alcuni riconosciuti), dall'altro una serie di decreti ingiuntivi che pendono come macigni sulla tenuta economica dell'amministrazione”.

E allora le domande si accumulano, una dietro l'altra, senza trovare risposta: “Quanti sono, esattamente, i decreti ingiuntivi notificati al Comune? A quanto ammonta l'esposizione complessiva dell'ente? Con quali risorse si intende far fronte a questi debiti? Il bilancio comunale è davvero in equilibrio o si regge su una solidità di facciata? E ancora: perché si continuano ad affidare incarichi legali per opporsi a decreti che, in molti casi, rischiano di tradursi comunque in condanne e ulteriori aggravi per le casse pubbliche? Qual è la strategia? O, più semplicemente: esiste una strategia?”.

“Il sindaco, intanto - secondo Radici e Ali - preferisce deviare. Alza polvere, cambia discorso, si rifugia nella narrazione solita del vittimismo e dei piccoli traguardi quotidiani. Ma sui numeri — quelli veri, quelli che decidono se un Comune può garantire servizi ai cittadini o rischia il dissesto — il silenzio resta assordante”.

C'è un paradosso che Radici e Ali non manca di sottolineare e che racconta forse più di ogni cifra la distanza tra realtà e rappresentazione: “Da un lato, il sindaco si ritaglia con sempre maggiore frequenza il ruolo della vittima: lamenta presunte persecuzioni via social, denuncia attacchi personali, invoca rispetto istituzionale come se la critica politica fosse un'aggressione. Un vittimismo ormai cronico, buono per raccogliere qualche solidarietà di circostanza ma del tutto inadeguato a chi amministra una comunità e dovrebbe, semmai, rispondere nel merito. Dall'altro lato, però, lo stesso sindaco che piange la presunta gogna mediatica non si fa alcuno scrupolo a promettere risorse a destra e a manca, come se le casse comunali traboccassero. Contributi qui, interventi là, impegni di spesa distribuiti con la generosità di chi dispone di un bilancio senza fondo. Ma il fondo, a Chiaravalle Centrale, non solo esiste: rischia di essere già stato toccato. E allora viene da chiedersi: con quali soldi? Quelli che non ci sono per pagare i decreti ingiuntivi? Quelli che nessuno sa quantificare perché il sindaco, sul punto, preferisce recitare la parte del perseguitato anziché quella dell'amministratore?”.

“È un copione già visto: si rimanda, si minimizza, si spera che il problema si risolva da solo o, quantomeno, che esploda nelle mani di chi verrà dopo. Ma i debiti non si dissolvono con il silenzio. E i cittadini, prima o poi, presentano il conto a chi non ha voluto presentare i conti” sottolinea la nota.

“Chiediamo serietà istituzionale”, è l'appello con cui Radici e Ali chiude la propria riflessione. Un richiamo che suona come un avvertimento: “Basta con le cortine fumogene, basta con le delibere notturne e le risposte mancate. I chiaravallesi hanno diritto di sapere in che condizioni versa il loro Comune. Hanno diritto a risposte chiare, documentate, trasparenti. Hanno diritto, in una parola, alla verità. E la verità, a differenza dei debiti, non può restare nascosta per sempre”.


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