Chiaravalle Centrale, il consigliere Foti: “Sul bilancio voteremo al buio”

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Chiaravalle Centrale, il consigliere Foti: “Sul bilancio voteremo al buio”


  23 marzo 2026 13:56

Il Bilancio di previsione finisce al centro di un nuovo duro scontro politico a Chiaravalle Centrale. A sollevare il caso è il consigliere comunale di minoranza Claudio Foti, che in una nota stampa denuncia la mancata trasmissione della documentazione propedeutica relativa al Bilancio di previsione 2026/2028, parlando apertamente di un possibile “voto al buio” e di una “lesione del diritto-dovere di vigilanza dei consiglieri comunali”.

Nel suo intervento, Foti sottolinea anzitutto il valore politico e amministrativo del documento contabile: “Il Bilancio di Previsione non è un documento qualunque. È lo strumento attraverso il quale un’Amministrazione comunale decide come raccogliere e come spendere il denaro pubblico per i prossimi tre anni”. Proprio per questa ragione, osserva il consigliere, l’esame del bilancio richiede “tempo, documenti e la possibilità concreta di comprenderne il contenuto e soprattutto ciò che in esso non figura”. Condizioni che, secondo Foti, a Chiaravalle Centrale non sarebbero state garantite.

Il consigliere ricorda che la Giunta comunale, con la deliberazione n. 30 del 10 marzo 2026, ha approvato lo schema di Bilancio di previsione 2026/2028. Da quel momento, evidenzia, tutta la documentazione di dettaglio sarebbe disponibile negli archivi dell’Ente. Per questo motivo, spiega, il 16 marzo scorso è stata inviata tramite Pec una richiesta formale di trasmissione in formato digitale degli atti necessari a una valutazione “approfondita e consapevole” del documento contabile. Richiesta che, a suo dire, non ha ancora ricevuto risposta, nonostante si tratti, rimarca, di “semplici file digitali” trasmissibili in “pochi secondi”.

Foti inserisce l’episodio in un quadro più ampio, richiamando le contestazioni avanzate negli ultimi anni sulla gestione finanziaria del Comune. “Ho sollevato in ogni occasione criticità concrete e documentate sulla gestione finanziaria dell’Ente. Criticità serie. Inascoltate. Sistematicamente minimizzate”, scrive il consigliere, sostenendo che quelle stesse criticità “si sono rivelate tutte fondate”. Da qui anche la replica alla domanda, che definisce retorica, del “dov’era prima?”: “Ero lì. Sollevavo gli stessi problemi. Venivo ignorato dagli stessi soggetti che oggi fanno finta di non capire”.

Uno dei passaggi più duri della nota riguarda “il metodo Donato” con cui, secondo l’esponente di minoranza, si starebbe arrivando alla discussione consiliare. “Consegnare i documenti pochi giorni prima del voto non è trasparenza. È una tecnica per far votare al buio chi ha il dovere di vigilare”, accusa Foti, aggiungendo che un eventuale ordine del giorno ricco di punti, senza la possibilità di analizzare preventivamente gli atti, rischierebbe di trasformare la seduta in “una mera formalità”.

Sul piano politico e istituzionale, il consigliere individua due sole possibili spiegazioni. “La prima: i documenti esistono, ma si sceglierebbe deliberatamente di non trasmetterli per impedire un’analisi approfondita prima del voto”. La seconda, che Foti definisce ancora più grave, è che la Giunta abbia approvato uno schema di bilancio “senza che la documentazione di dettaglio sia effettivamente pronta”. “In entrambi i casi i cittadini meritano di sapere”, afferma.

Nella parte finale della nota, Foti rivendica anche la propria scelta politica di lasciare la maggioranza: “Ho lasciato la maggioranza perché la coerenza con il mandato ricevuto dai cittadini valeva più della comodità di stare dalla parte del potere”. E aggiunge di continuare a fare “esattamente quello che facevo allora: sollevare le questioni che nessuno vuole aprire, con i documenti in mano, nel rispetto delle norme”.

Il consigliere respinge inoltre come privi di contenuto gli eventuali attacchi personali e la narrazione vittimistica. “Chi risponde a questo con attacchi personali, con il vittimismo, con la retorica del ‘dov’era prima’ ha già comunicato ai cittadini quello che più conta: non ha argomenti nel merito”, scrive.

La vicenda, a questo punto, viene collocata da Foti anche su un piano formale. “La diffida è stata notificata. La Prefettura è stata informata. I documenti verranno consegnati o le conseguenze istituzionali seguiranno il loro corso”, conclude il consigliere, chiudendo con un affondo politico netto: “Chiaravalle Centrale merita un’amministrazione che non tema le domande. Finché così non sarà, le domande continueranno ad arrivare”.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.