
L’attacco dell’ex assessore: “Di fronte a questi numeri, in Consiglio comunale il sindaco Donato, titolare della delega al bilancio, non interviene? Una scena muta che vale più di mille parole”.
29 aprile 2026 11:50“Un disavanzo tecnico di amministrazione finalmente acclarato e pari a 2.076.631,52 euro. Una stima del passivo reale che, applicando correttamente i fondi obbligatori, supererebbe anche i 3,1 milioni di euro. Decreti ingiuntivi pendenti che — tra sorte capitale, interessi di mora e spese legali — potrebbero pesare per oltre 2 milioni. Opere pubbliche inserite nel Programma Triennale senza copertura finanziaria certa. Tariffe del servizio idrico deliberate senza il Piano Economico Finanziario richiesto da ARERA e formalmente sollecitato da ARRICAL. Spese per l'energia elettrica decurtate di circa 200.000 euro rispetto al fabbisogno certificato dallo stesso Programma Triennale degli Acquisti, approvato dalla Giunta nella medesima giornata. Sono i numeri al centro della seduta di ieri del Consiglio comunale di Chiaravalle Centrale, chiamato ad approvare il bilancio di previsione 2026-2028”. È quanto scrive in una nota il consigliere comunale ed ex assessore di Chiaravalle Centrale Claudio Foti.
“A imporsi più dei numeri, però, è stato il silenzio” scrive Foti. “Il sindaco Domenico Donato — che detiene personalmente la delega al bilancio — non ha pronunciato una sola parola di presentazione, di relazione o di replica sul documento più importante che un'amministrazione comunale è chiamata a varare nel corso del proprio mandato. A illustrarne il contenuto, in aula, è stato esclusivamente il ragioniere dell'ente: come se l'approvazione del principale strumento di programmazione finanziaria fosse una pratica meramente tecnica e non — al contrario — l'atto politico per eccellenza con cui un'amministrazione decide come, dove e per chi spendere il denaro dei cittadini”. “Muta, accanto al primo cittadino – attacca il consigliere - l'intera maggioranza: nessun assessore e nessun consigliere ha preso la parola per rispondere alle obiezioni sollevate dai banchi dell'opposizione”.
Claudio Foti ribadisce: “Da oltre due anni denuncio, atti alla mano, le criticità contabili del bilancio chiaravallese che oggi vengono fuori nel silenzio imbarazzato e imbarazzante della maggioranza”.
“Per anni hanno detto che esageravo, che sollevavo polemiche strumentali, che i conti erano in ordine — afferma Foti —. Per anni il sindaco Donato e la sua maggioranza hanno risposto alle mie osservazioni con l'arroganza di chi sa di poter contare sulla complicità silenziosa di chi avrebbe dovuto controllare. Ieri, in un Consiglio comunale che resterà negli annali di questa città, qualcosa si è rotto. E si è rotto in modo definitivo”.
“Sul bilancio di previsione 2026-2028 — prosegue il consigliere — il sindaco, gli assessori e i consiglieri di maggioranza hanno scelto il silenzio. Nessuna presentazione, nessuna risposta alle criticità sollevate, nessuna spiegazione sui numeri contestati. Scena muta. La scena muta di chi sa di essere stato smascherato e non ha più nulla da dire”.
Sui numeri Foti è chirurgico: “Il prospetto del risultato di amministrazione presunto chiude con un disavanzo tecnico di 2.076.631,52 euro. Una cifra che questa amministrazione ha cercato in ogni modo di comprimere, nascondere e rinviare per oltre due anni. Ci sono voluti note formali, atti consiliari, battaglie in aula e fuori, ma alla fine i numeri sono emersi. Almeno in parte. Perché la verità è che quel disavanzo non è reale: è ancora il risultato di artifici contabili, di principi contabili interpretati creativamente a proprio piacimento, di accantonamenti obbligatori volutamente sottodimensionati. Se si applicassero correttamente il valore reale del Fondo Anticipazioni di Liquidità, il fondo contenzioso nella misura richiesta dallo stesso Segretario comunale — peraltro già sottodimensionato rispetto all'esposizione dei procedimenti pendenti — e un Fondo di Garanzia Debiti Commerciali proporzionato ai debiti realmente accumulati, il disavanzo supererebbe i 3.100.000 euro. Forse molto di più”.
Quindi il capitolo della promessa tradita sul mutuo estinto: “C'è una pagina di questa storia che i cittadini di Chiaravalle Centrale meritano di conoscere con chiarezza. Per anni, nelle piazze e nelle interviste, il sindaco Donato ha annunciato che la conclusione anticipata di un mutuo avrebbe liberato risorse preziose. Quei circa 406.000 euro di economie sarebbero stati restituiti ai cittadini sotto forma di riduzione dei tributi locali. Lo ha detto, lo ha ripetuto, se ne è fatto vanto. Il mutuo si è chiuso, le risorse si sono liberate — ma sono state utilizzate per altro, in particolare per la spesa di personale. La promessa è evaporata senza una parola di spiegazione nella nota integrativa, senza un atto deliberativo che motivasse la nuova destinazione, senza che nessuno dei consiglieri di maggioranza, ieri in aula, trovasse il coraggio di alzarsi e spiegare ai concittadini dove siano finiti quei soldi”.
Foti ha poi puntato il dito contro le opere pubbliche prive di copertura e contro un metodo di costruzione del bilancio che definisce ribaltato: “Nel documento 2026 compaiono opere pubbliche inserite nell'elenco annuale del Programma Triennale senza che esista una copertura finanziaria certa, verificata e dimostrata. Si continua a lavorare a tavolino, a far quadrare i conti prima di scrivere il bilancio, anziché scrivere il bilancio sulla base dei conti reali. Le spese per l'energia elettrica vengono tagliate di circa 200.000 euro rispetto a quanto lo stesso Programma Triennale degli Acquisti, approvato dalla Giunta lo stesso giorno, certifica come necessario. Le tariffe del servizio idrico vengono deliberate senza il Piano Economico Finanziario imposto da ARERA e richiesto formalmente da ARRICAL, con il rischio concreto di sanzioni e di aumenti incontrollati sulle bollette. I decreti ingiuntivi, che potrebbero superare complessivamente i due milioni di euro, non vengono coperti. E nonostante tutto questo, il revisore dei conti firma un parere favorevole”.
La chiusura del consigliere di opposizione è una sentenza politica: “Ieri, in quell'aula, ho avuto la conferma di ciò che sapevo già. Questa maggioranza non ha più argomenti. È il silenzio di chi è schiacciato dai propri stessi numeri, dai propri stessi atti, dalla propria stessa firma in calce a delibere che raccontano una storia diversa da quella narrata per anni ai cittadini di Chiaravalle Centrale. Questo bilancio non è un atto di governo: è l'ultimo tentativo di arrivare alle elezioni comunali con i conti da far quadrare con artifici contabili, scaricando sulle prossime generazioni le conseguenze”.
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