
Dopo le polemiche sull’assemblea promossa dal sindaco Donato, i consiglieri di opposizione Foti e Maida con il movimento La Panchina lanciano un nuovo incontro pubblico: al centro trasparenza, documenti e partecipazione democratica.
A Chiaravalle si riapre il confronto pubblico, ma stavolta con una promessa precisa: far parlare tutti. È questo il messaggio politico e civile dell’iniziativa convocata per venerdì 27 marzo alle ore 17 a Palazzo Staglianò, promossa dai consiglieri di minoranza Claudio Foti e Vito Maida insieme al movimento La Panchina, rappresentato da Lucio Falvo.
Il manifesto con cui viene annunciato l’appuntamento non lascia spazio a equivoci. “Anche tu potrai dire la tua”, si legge in apertura. E ancora: “Non chi zittisce. Non chi sceglie quali domande meritano risposta”. Una formulazione netta, che trasforma l’incontro in una vera e propria risposta politica al clima acceso delle ultime settimane.
L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di riportare al centro i cittadini, il loro diritto a capire, chiedere, intervenire. Sul tavolo, assicurano, ci saranno documenti, domande aperte e soprattutto la possibilità per tutti di parlare e ascoltare. Un richiamo diretto ai temi della trasparenza amministrativa, della gestione delle risorse pubbliche e del rapporto tra istituzioni e comunità.
Non è difficile cogliere il collegamento con la precedente manifestazione promossa dal sindaco Domenico Donato a Palazzo Staglianò, finita al centro di contestazioni proprio perché non ha consentito né ai consiglieri di opposizione né ai cittadini di intervenire liberamente nel dibattito. “È su quella ferita democratica, ancora aperta, che si innesta ora questa nuova iniziativa, pensata come un momento alternativo di confronto pubblico” le considerazioni degli organizzatori.
Foti, Maida e Falvo insistono proprio su questo punto. “La democrazia non è un monologo del potere, ma un luogo in cui ogni cittadino ha diritto di porre domande e ottenere risposte”, spiegano in un invito rivolto alla comunità. E aggiungono: “Quando si parla di tasse, atti amministrativi e gestione della cosa pubblica, nessuno può essere spettatore muto. I cittadini devono poter vedere i documenti, capire i fatti e prendere la parola”.
Il tono scelto è quello della partecipazione, ma anche della rivendicazione politica. “Abbiamo voluto creare uno spazio aperto, vero, dove non esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B. La voce della comunità non si seleziona e non si filtra: si ascolta”, sottolineano ancora i promotori, richiamando apertamente il valore del pluralismo e del confronto democratico.
All’incontro, secondo quanto riportato nell’invito, sono chiamati a partecipare il sindaco, gli assessori, i consiglieri comunali, le forze politiche, le associazioni del territorio e tutti i cittadini. Un appello ampio, che punta a trasformare l’appuntamento del 27 marzo non in una semplice manifestazione di parte, ma in un banco di prova pubblico sullo stato della democrazia locale.
Il cuore politico dell’iniziativa, in fondo, è tutto qui: restituire centralità alla parola dei cittadini. In un momento in cui il confronto istituzionale appare segnato da tensioni, polemiche e accuse reciproche, la minoranza prova a ribaltare il tavolo e a rilanciare una domanda semplice ma decisiva: in una comunità democratica, chi ha il diritto di parlare? A Chiaravalle, venerdì, la risposta che si vuole dare è una sola: tutti.
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