
Trasparenza negata, accesso agli atti ostacolato, cittadini lasciati soli di fronte a ingiunzioni di pagamento ritenute opache e di dubbia legittimità. È il quadro tracciato dal Circolo del Partito Democratico di Chiaravalle Centrale in un duro comunicato stampa a firma del segretario cittadino, il dottor Nicola Papandrea, con cui l'opposizione dem alza il livello dello scontro politico sulla gestione del servizio di riscossione coatta dei tributi comunali.
Il Circolo, si legge nella nota, "esprime forte preoccupazione e ferma condanna rispetto all'operato dell'attuale Amministrazione comunale sulla gestione del servizio di riscossione coatta dei tributi". Una presa di posizione netta, che il PD tiene a distinguere da qualsiasi forma di polemica strumentale: "Non si tratta di sterili polemiche – precisa il comunicato – ma di gravi mancanze nelle garanzie minime dovute ai cittadini e agli stessi organi di rappresentanza democratica".
Al centro della denuncia politica, il lavoro portato avanti in questi mesi dai consiglieri di minoranza. Il PD ricorda infatti che "sono ormai mesi che i Consiglieri di minoranza, nell'interesse dell'intera collettività, segnalano con puntualità criticità sul piano amministrativo e giuridico", con riferimento alla trasparenza degli affidamenti, alla correttezza delle ingiunzioni, al rischio che vengano richieste ai cittadini somme prescritte o non dovute, e più in generale al rispetto delle tutele riconosciute dalla legge ai contribuenti.
Ogni tentativo di dialogo istituzionale, denuncia il Circolo dem, si è però scontrato con un muro: "Ogni richiesta di chiarimento, ogni istanza di accesso agli atti e ogni sollecitazione al dibattito pubblico – previsti e tutelati dall'art. 43 TUEL – sono state sistematicamente ignorate, con un atteggiamento di chiusura che mortifica la missione stessa delle istituzioni", afferma il PD.
Nel mirino finisce direttamente il primo cittadino. "Il silenzio assordante dell'Amministrazione – Sindaco Donato in testa – fronteggia oggi una cittadinanza esasperata, ridotta a organizzarsi in iniziative spontanee e proteste che ormai varcano i confini comunali, amplificate anche dai canali social", sottolinea la nota del Circolo. Una situazione esplosiva di cui, secondo i dem, la responsabilità è tutta politica: "La responsabilità di questa escalation non è certo dei cittadini, che esercitano il diritto sacrosanto di difesa, ma di chi amministra senza alcun senso del dovere pubblico, sottraendosi a ogni confronto e rifuggendo qualunque atto di trasparenza", attacca il PD.
I toni del comunicato si fanno ancora più duri quando il Circolo denuncia le ricadute concrete sulla vita della comunità. "È intollerabile che decisioni che incidono pesantemente sulle vite e sul patrimonio dei cittadini siano deliberate senza informazione e senza alcun controllo", si legge nella nota, che prosegue: "Riteniamo che questa condotta non solo sia contraria allo spirito e alla lettera della legge, ma contribuisca a erodere ulteriormente il rapporto di fiducia già compromesso tra cittadinanza e istituzioni".
Il PD sintetizza la strategia che attribuisce all'Amministrazione: "Tacere, rinviare, ignorare: così si calpestano i più elementari principi di legalità e buona amministrazione, lasciando i cittadini soli davanti ad atti spesso opachi, di dubbia legittimità e dall'impatto sproporzionato", afferma il comunicato. Una logica di gestione del potere che il Partito Democratico dichiara di contrastare senza esitazioni: "A queste logiche di potere chiuso, il Partito Democratico si oppone con fermezza".
Il nodo politico centrale, secondo il Circolo guidato da Papandrea, riguarda il rapporto tra maggioranza e organi di controllo democratico. "Riteniamo ingiustificabile la scelta di sottrarsi al controllo del Consiglio e di negare l'accesso agli atti amministrativi e contabili, osteggiando la ricerca della verità su procedure, importi, soggetti coinvolti e reali effetti della riscossione coatta", denuncia il PD.
Da qui la richiesta formale, avanzata con toni perentori: il Circolo dem chiede "con forza che il Consiglio Comunale venga immediatamente convocato in seduta straordinaria e pubblica, che siano messi a disposizione di tutti gli atti e i dati richiesti, e che Sindaco e Giunta riferiscano in modo chiaro, esaustivo e documentato".
Non c'è più spazio per rinvii, avverte il PD: "Si ponga fine a ogni tentativo di dilazione: i cittadini hanno diritto alla verità, a garanzie certe, alla tutela piena dei propri diritti". E in chiusura, il Circolo richiama l'Amministrazione al proprio ruolo istituzionale: "Il compito di chi amministra non è nascondersi ma servire e rispondere: ripristinare le regole e la correttezza nella riscossione dei tributi, restituire trasparenza e dignità al rapporto tra cittadini ed ente locale, e ristabilire il controllo democratico sugli atti che incidono sulla vita della comunità".
La nota si chiude con una frase che suona come un monito: "Questa – e non altra – è la vera emergenza politica e civile che oggi investe Chiaravalle Centrale".
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