Chiaravalle, l'allarme di Radici e Ali: "Dissesto bis dietro l'angolo?"

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  02 maggio 2026 18:18

“Per anni la narrazione ufficiale è stata una sola: conti in ordine, avanzi di amministrazione, casse solide. Il sindaco Domenico Donato lo ripeteva nelle piazze e nei comizi. La vicesindaca Pina Rizzo arrivò perfino a gridarlo in aula consiliare. Oggi quelle parole si scontrano con un foglio di carta intestata del Comune che racconta un'altra storia: 2.076.631,52 euro di disavanzo tecnico certificato dallo stesso ente, con una stima reale che — secondo l'opposizione — supererebbe i 3,1 milioni di euro. A questa cifra si aggiunge il fronte aperto dei decreti ingiuntivi pendenti, che tra sorte capitale, interessi di mora e spese legali può pesare per oltre due milioni ulteriori”.

A rompere il silenzio, dopo l’ultima seduta di Consiglio comunale sull'approvazione del bilancio di previsione 2026-2028, è il movimento civico "Radici e Ali": “Un Comune appena uscito dal dissesto è stato riportato, nell'ultima consiliatura a guida Donato, a un nuovo deragliamento dei conti”.

Il dato politico più pesante è arrivato proprio dall'aula. Il sindaco Donato, che detiene personalmente la delega al bilancio, non ha pronunciato una sola parola di presentazione né di replica sul documento più importante del mandato. Quando chi ha la responsabilità politica del bilancio non difende il bilancio — è il commento di Radici e Ali — significa che quel bilancio non è difendibile”.

Il movimento civico pone ai cittadini una domanda secca: “Se fino a pochi mesi fa si parlava di avanzi e oggi le stesse carte dell'amministrazione certificano un disavanzo tra due e tre milioni di euro, delle due l'una. O in pochi mesi questa amministrazione ha prodotto un disastro finanziario senza precedenti, oppure prima si faceva finanza creativa e oggi si tocca con mano la realtà che era già lì, sotto il tappeto”. In entrambi i casi, “la responsabilità politica ha nome e cognome: Domenico Donato”.

La conseguenza non è retorica, è materiale. Il principio contabile è netto: “Il disavanzo accertato deve essere applicato al bilancio futuro prima di ogni altra spesa. Significa meno risorse per i servizi, meno margini per abbassare tributi e tariffe, maggiore rigidità del bilancio, tagli o nuove entrate”. Significa, soprattutto, che il piano di rientro peserà sulle spalle dei cittadini di Chiaravalle Centrale per anni. “A pagare sarà la cittadinanza — avverte Radici e Ali —. Un euro alla volta. In bollette, tributi, servizi tagliati, opere mancate”.

A pochi mesi dalla scadenza del mandato, il movimento chiude con un avvertimento esplicito: “Aspettiamo le spese allegre pre-elettorali, quelle con cui qualcuno, pur avendo lasciato un buco da tre milioni, proverà a ripresentarsi davanti agli elettori tra flop culturali, sagre e tarantelle. Oppure aspettiamo al varco i colpevoli di questo disastro?”. Perché “un disavanzo di oltre due milioni non è un dato tecnico da archiviare. È un'eredità. E le eredità, prima o poi, davanti agli elettori, qualcuno le accetta o le rifiuta”.

 


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