
Presentato a Palazzo Staglianò il simbolo della coalizione fondata da La Panchina, Saturno, Radici e Ali e Noi Moderati. Falvo: “L’alternativa esiste”
12 agosto 2026 09:12Un nuovo soggetto civico entra ufficialmente nello scenario politico di Chiaravalle Centrale in vista delle elezioni comunali del 2027. Si chiama “Radici e Futuro per Chiaravalle Centrale”ed è l’aggregazione nata dall’incontro tra il sodalizio La Panchina, l’associazione Saturno, il movimento Radici e Ali e il partito Noi Moderati.
La presentazione pubblica si è svolta a Palazzo Staglianò, dove è stato svelato anche il simbolo destinato a contraddistinguere la lista nella prossima competizione elettorale. A rappresentare il comitato fondatore sono stati Lucio Falvo, Saverio Barbieri, Claudio Foti e Vincenzo Fabiano.
Ad aprire l’incontro è stato Lucio Falvo, al quale è toccato il compito di scoprire ufficialmente il nuovo contrassegno e di illustrarne il significato politico e identitario.
La denominazione “Radici e Futuro” intende tenere insieme due dimensioni: da una parte l’appartenenza alla storia, alla memoria e alle tradizioni della comunità chiaravallese; dall’altra la necessità di proiettare la città verso lo sviluppo, l’innovazione e una nuova stagione amministrativa. A rafforzare il messaggio è il motto “Oltre i confini del presente”, concepito come invito a superare le difficoltà dell’oggi per immaginare una prospettiva più ampia di crescita.
Nel cuore del simbolo compare il borgo, con le sue architetture e il campanile, elemento attraverso il quale la coalizione vuole sottolineare la centralità del territorio e dei bisogni concreti della comunità. Accanto, un albero dalle radici ben visibili richiama la solidità delle origini, la cultura e la memoria cittadina. Sul lato opposto, il sole che sorge tra le colline rappresenta invece la speranza, la rinascita e quella che i promotori definiscono una nuova alba per Chiaravalle, fino a richiamare simbolicamente un nuovo “Risorgimento” della città.
A racchiudere l’immagine, gli archi nei colori verde, bianco e rosso, esplicito riferimento ai valori istituzionali e repubblicani.
Falvo ha quindi affidato al palco il primo messaggio politico della nuova aggregazione: «Siamo partiti. L’alternativa finalmente esiste. È reale, concreta e viva». L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una proposta capace di governare la città ponendo al centro «il bene della comunità e non l’interesse di pochi», attraverso un percorso sintetizzato nelle parole “ascoltare, costruire, cambiare con voi”.
Se Falvo ha tracciato il perimetro politico e simbolico dell’iniziativa, Saverio Barbieri ha spostato immediatamente l’attenzione sul terreno dei programmi. Ha anticipato una serie di incontri pubblici che, nelle intenzioni del gruppo, dovranno portare a Chiaravalle rappresentanti del Governo nazionale, personalità istituzionali ed esperti per affrontare in maniera concreta il tema dello sviluppo delle aree interne.
Uno dei punti considerati strategici è il completamento della Trasversale delle Serre, infrastruttura che Barbieri ha indicato come una possibile leva di trasformazione per l’intero comprensorio una volta ultimati definitivamente i lavori, in una prospettiva temporale indicata nell’arco dei prossimi quattro anni. Per la nuova aggregazione, tuttavia, la disponibilità di nuove infrastrutture dovrà essere accompagnata da una capacità politica di programmare sviluppo, investimenti e servizi, evitando che le opportunità restino isolate e prive di una visione territoriale complessiva.
Di natura più strettamente politica l’intervento di Vincenzo Fabiano, che ha ricostruito il percorso compiuto da Noi Moderati prima dell’adesione al nuovo progetto civico. Fabiano ha ricordato come il partito abbia inizialmente cercato un dialogo ritenuto naturale con le altre componenti del centrodestra chiaravallese. Un confronto che, secondo la ricostruzione proposta durante l’incontro, si sarebbe però arenato di fronte alla volontà del sindaco uscente di riproporre la propria candidatura senza aprire realmente ad altre ipotesi.
Di fronte a quella che Fabiano ha descritto come una chiusura politica, Noi Moderati ha scelto la strada della discontinuità, aderendo alla costruzione di un progetto nuovo e autonomo per Chiaravalle.
Particolarmente duro, invece, il giudizio espresso da Claudio Foti sull’attuale esperienza amministrativa. Foti ha parlato apertamente di «clientelismo e visione zero», richiamando le difficoltà finanziarie dell’ente, le opere rimaste ferme e quelle inaugurate ma successivamente chiuse.
Nel suo intervento ha inoltre contestato un modello amministrativo che, a suo giudizio, avrebbe puntato sulla realizzazione di opere legate alla disponibilità dei bandi senza costruire, parallelamente, una adeguata programmazione su progetti di gestione e valorizzazione nel tempo.
Sul punto, i quattro esponenti hanno comunque cercato di definire con precisione l’identità politica dell’operazione: costruire un’alternativa “per” Chiaravalle e non semplicemente “contro” qualcuno. Una distinzione più volte sottolineata durante l’incontro, pur accompagnata da una severa critica all’amministrazione uscente.
Secondo i promotori di “Radici e Futuro”, infatti, l’attuale esperienza di governo cittadino avrebbe mostrato limiti sul piano politico, amministrativo, finanziario e culturale, ai quali si aggiungerebbe una progressiva riduzione degli spazi di confronto democratico e di discussione pubblica.
Non è mancato, infine, un breve siparietto polemico proprio sulle condizioni di Palazzo Staglianò. Durante l’incontro è stato fatto notare il soffitto vistosamente segnato dall’acqua causata, secondo quanto riferito dai presenti, dal malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione. Una circostanza utilizzata dai promotori come ulteriore elemento simbolico della propria critica, trattandosi di un immobile oggetto di un intervento inaugurato appena un anno fa.
Con la presentazione del simbolo, dunque, la campagna verso il 2027 entra ufficialmente in una nuova fase. “Radici e Futuro per Chiaravalle Centrale” promette adesso di spostare il confronto dai nomi ai contenuti, attraverso incontri, proposte e un programma da costruire pubblicamente.
Il messaggio lanciato da Palazzo Staglianò è, almeno nelle intenzioni dei fondatori, quello di una coalizione che vuole presentarsi non come semplice sommatoria di sigle, ma come un nuovo spazio civico e politico capace di contendere il governo della città e di proporre una diversa idea di Chiaravalle Centrale.
In conclusione, i promotori hanno ribadito la volontà di mantenere aperto il confronto e di allargare ulteriormente il perimetro dell’alleanza ad altre forze politiche e civiche disponibili a condividere il progetto.
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