
La fragilità che diventa forza, le cadute che insegnano a rialzarsi e a non arrendersi. E’ il messaggio che il progetto “Chiediti se sono felice” ha lasciato agli studenti dell’Istituto tecnico industriale “E. Scalfaro” di Catanzaro, nella sua quinta tappa di un viaggio nelle scuole della provincia di Catanzaro. Un progetto, ideato da Alfonso Toscano, presidente dell’associazione “Il dono”, realizzato in collaborazione con la Polizia di Stato, la Questura e la Prefettura di Catanzaro, per sensibilizzare i ragazzi sui temi dell’inclusione, dell’accoglienza, della legalità, contro la violenza.
L’incontro, moderato dalla giornalista Letizia Varano, si è aperto con i saluti del dirigente scolastico Vito Sanzo che ha sposato pienamente il progetto, ospitando diverse tappe del progetto. Sanzo ha invitato gli studenti a fare tesoro delle testimonianze degli ospiti della giornata e sul ruolo della scuola nella promozione di un solida cultura dell’inclusione.
Spazio all’intervento del prefetto Castrese De Rosa che ha offerto ai ragazzi tanti spunti di riflessione sulla cultura del dialogo, del rispetto, della legalità, sottolineando la necessità di lavorare sulla prevenzione e di avvicinare le istituzioni ai giovani, attraverso un patto di fiducia.
Ha preso, quindi, la parola Toscano che ha raccontato agli studenti il suo percorso che lo ha portato a vivere momenti dolorosi sia sul piano privato che di salute, fino all’attesa per un anno di un trapianto di fegato, a seguito del quale è rinato. Un’operazione che ha rappresentato uno spartiacque nella sua vita e che lo ha spinto a fondate l’associazione con la quale promuove “Chiediti se sono felice”.
Chiaro ed efficace l’intervento dell’avvocato Antonio Lomonaco, Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, che si è soffermato sulla funzione della sua figura e sul tema del bullismo, sottolineando il valore dell’amicizia, della solidarietà fra pari e l’importanza di chiedere aiuto quando si è vittima di prevaricazione fisica e psicologica.
E’ stato, quindi, trasmesso il videomessaggio di Giovanna Russo, garante regionale per le persone detenute e coordinatrice del forum nazionale dei garanti regionali.
Toccante la testimonianza di S.A., ospite del Cas “San Tarcisio” di Lamezia Terme, che ha raccontato il suo viaggio dal Pakistan in Italia, il dolore di aver dovuto lasciare la propria terra, dove svolgeva la professione di assistente medico, perché in pericolo di vita. Ai ragazzi ha confidato la speranza di approfondire i propri studi in Italia e di realizzare i suoi sogni. L’operatore sociale ed educatore Giuseppe Iemme ha spiegato le finalità del Cas e le attività che vengono svolte a supporto degli ospiti della struttura.
L’incontro si è chiuso con la testimonianza della giovanissima atleta ipovedente Alessia Raso, che ha raccontato agli studenti quanto lo sport sia stato fondamentale per la sua vita e il suo benessere, facendo un appello alle istituzioni affinché l’accessibilità e l’inclusione siano obiettivi prioritari.
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