
"Il ciclone Harry che ha colpito Catanzaro, causando gravi danni a negozi, aziende e attività produttive, riporta al centro una questione importante: l’obbligo per le imprese di assicurarsi contro le calamità naturali, introdotto dal Governo con la Legge di Bilancio 2024. La norma obbliga tutte le imprese a stipulare un’assicurazione contro terremoti, alluvioni, frane e inondazioni. Le scadenze sono state rinviate al 2025 e 2026, ma il problema resta.
Sulla carta l’obiettivo è proteggere le aziende, ma nella realtà emergono molte criticità. Prima di tutto, i costi: questa assicurazione rappresenta un nuovo peso economico, soprattutto per le piccole e micro imprese, già in forte difficoltà per crisi, inflazione, caro-energia e caro- carburante. Inoltre, non ci sono regole chiare sui contratti: i premi rischiano di essere molto alti e, anche in caso di danni, l’impresa potrebbe dover pagare comunque una parte consistente di tasca propria.
C’è poi un aspetto ancora più grave: chi non si assicura perderà l’accesso agli aiuti pubblici. Niente contributi, niente agevolazioni, nemmeno i fondi per i risarcimenti dopo una calamità. In pratica se non hai la polizza, lo Stato non ti aiuta. Questo significa che, dopo un’alluvione o un ter- remoto, un’impresa potrebbe essere lasciata completamente sola.
Il rischio è che questa specie di ricatto diventi una tassa nascosta, senza che lo Stato faccia la sua parte nella prevenzione. Frane, alluvioni e terremoti non dipendono dalle imprese, ma dalla fragilità del territorio, soprattutto nel Sud, dove per anni sono mancati investimenti pubblici per la sicurezza. Anche l’esperienza di altri Paesi, come gli Stati Uniti, dimostra che affidare tutto alle assicurazioni private non funziona: i costi diventano troppo alti e i soggetti più deboli restano esclusi.
Senza un forte intervento pubblico, c’è il rischio che molte aziende decidano di andare via, impoverendo ulteriormente territori già troppo fragili.
Per questo, dopo quanto accaduto a Catanzaro, è necessario cambiare rotta. L’obbligo assicurativo può avere senso solo se i costi saranno chiari e sostenibili, le regole trasparenti e se lo Stato investirà seriamente nella prevenzione e nella messa in sicurezza del territorio.
Come Sinistra Italiana Catanzaro, chiediamo ai nostri parlamentari di intervenire con le giuste proposte, affinchè lo Stato non scarichi le proprie responsabilità su imprese e lavoratori. Catanzaro, il Sud, l’Italia tutta ha bisogno di prevenzione, investimenti e giustizia sociale, non di nuove penalizzazioni per chi già fatica a resistere".
E' quanto si legge in una nota a firma di Fabiola Scozia, segretaria cittadina circolo Giuditta Levato.
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