Cimitero Catanzaro nell’abbandono, don Andrea Perrelli: “Si moltiplicano le festa ma manca la festa”

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  25 agosto 2026 18:48

di DON ANDREA PERRELLI

Un luogo di silenzio, la città dei ricordi, memorie e rispetto trasformato in un monumento all’indifferenza. Il Cimitero Urbano versa ormai da tempo, in uno stato di sostanziale e inaccettabile abbandono. Questo non è il mio primo appello, e purtroppo rischia di non essere l’ultimo, ma ci unisce con una voce ferma che nessuno può arrestare, al coro di proteste, già, sollevato da molti cittadini.

Fin ad oggi, da chi ha responsabilità di governo: solo silenzio. Nonostante i ripetuti appelli, non si è visto nessun segnale concreto di intervento. Le criticità restano intatte, i rimedi fattivi non pervenuti.

Camminare tra i viali del cimitero, che non è soltanto uno straordinario museo all’aperto, ma è un grande libro di ricordi, con tanti ricordi, oggi non significa soltanto affrontare il dolore della perdita, ma anche l’amarezza di vedere erbacce incontrollate, degrado diffuso ed una totale assenza di manutenzione. Inoltre, l’obitorio comunale è saturo di salme in attesa di sepoltura; tutte circostanze che rendono la situazione gravissima, in un caldo eccessivo, sotto il profilo igienico sanitario, logistico e del rispetto umano, come promettendo il decoro istituzionale e la pietas verso i defunti e le loro famiglie.

La morte non si può ignorare. È l’unico evento che, con sicurezza, si affaccia, come una finestra aperta, nel futuro della nostra quotidianità.

Viene, in tal modo, ferita la dignità di un luogo che custodisce la memoria dei nostri cari e che dovrebbe essere protetto come un patrimonio sacro da amare e rispettare: sono i ricordi dei catanzaresi e di una Catanzaro sempre amata e che ama i suoi Dormienti. Questo è un ulteriore appello e un richiamo al dovere. Chiedo ancora una volta all’istituzioni di svegliarsi dal loro torpore dai lunghi silenzi e di intervenire subito.

“Per amore del mio popolo non tacerò” ( Sacerdote. Peppe Diana, Parroco di Casal di Principe, 1991).

Curare e amare il cimitero, significa rispettare la nostra storia e la nostra sensibilità. Non possiamo più girarci dall’altra parte: “….. Dentro la nostra città c’è un altra piccola vecchia città, la città dei ricordi delle piccole e grandi storie”.