
"Ogni tanto Roberto Occhiuto arriva a Lamezia, scopre opere ideate e concepite già 15 anni fa e lancia idee a suo dire geniali e rivoluzionarie presentandole come fossero sue intuizioni.
Solo che quelle idee e quelle intuizioni sono state concepite da altri molto tempo prima.
Adesso tocca alla “Cittadella dello sport paralimpico”.
Peccato che il nuovo Palazzetto dello Sport e l’idea di un polo dedicato anche agli sport paralimpici fossero già dentro il progetto avviato dall’amministrazione di centrosinistra guidata da Gianni Speranza.
Già nel 2011 si parlava di una struttura moderna, sostenibile, accessibile e pensata anche per gli atleti con disabilità. Nel 2014, in occasione della posa della prima pietra, l'allora assessore ai lavori pubblici e allo sport Rosario Piccioni valorizzò fortemente questa idea sottolineando come la struttura fosse concepita, dal punto di vista tecnico, proprio per essere destinata agli sport paralimpici e che vista la collocazione geografica di Lamezia il nuovo Palazzetto si candidava naturalmente ad essere un punto di riferimento per l'intero panorama nazionale.
Parliamo di un progetto innovativo che trae ispirazione dal paesaggio della costa lametina, concepito come spazio multifunzionale per sport, eventi, concerti e congressi, con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale, all’efficienza energetica e all’inclusività. Una struttura progettata con tecnologie avanzate, ventilazione naturale, materiali ecosostenibili e piena accessibilità per le competizioni paralimpiche. Altro che scoperta dell’ultima ora: questa visione esisteva già da anni.
L’idea di Cittadella dello sport intorno al Carlei, nasce da una visione ben chiara della città aperta del Mediterraneo,venuta fuori dal piano strategico approvato dall'amministrazione Speranza nel 2008.
Quindi più che “visione”, qui siamo alla “riesumazione politica” dal palcoscenico del congresso di Forza Italia.
Dopo anni di ritardi, inaugurazioni annunciate, proclami social e tagli di nastri ripetuti, oggi qualcuno vorrebbe pure prendersi il merito di opere progettate, finanziate e avviate da altri.
La verità è semplice: se oggi Lamezia ha un Palasport moderno, lo deve a chi ha avuto una visione quando altri facevano propaganda.
E magari, già che ci siamo, qualcuno potrebbe anche spiegare ai cittadini che fine farà lo stadio Carlei e perché ogni campagna social regionale assomigli sempre più a un trailer Netflix invece che a un vero rendiconto amministrativo.
Meno storytelling. Più memoria. E soprattutto più rispetto per la verità".
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