Codacons sul piede di guerra per le tariffe idriche sul Tirreno Cosentino

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  01 agosto 2019 20:32

"I cittadini di Scalea, al 31 dicembre 2018, hanno pagato tariffe dell’acqua maggiorate per  3.350.000 euro, quelli di Amantea
1.400.000 euro, poco di meno quelli di Paola 1.350.000 euro. Gli utenti di Belvedere Marittimo hanno pagato in più 845.000 euro, mentre quelli di Diamante soltanto 805.000 euro. I consumatori di Fuscaldo hanno visto crescere le bollette di 545.000 euro,
quelli di San Nicola Arcella 465.000 euro, quelli di Cetraro di “soli” 355.000 euro. Cifra simile per gli utenti di Santa Maria del Cedro 335.000 euro e chi ha una casa a Praia a Mare ha dovuto pagare in più “appena” 155.000 euro".

Non demorde il Codacons in quella che appare una vera e propria crociata per riportare la legalità nelle tariffe dell’acqua.
"Certo che dopo il nostro accorato appello a Gratteri, affinché intervenga per riportare la legalità tariffaria in Calabria - sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons - l’assordante silenzio da parte di SoRiCal e, soprattutto, della Regione Calabria è apparso qualcosa di molto simile ad una conferma delle nostre denunce. Per questo motivo continueremo ad informare i cittadini di quanto sono stati alleggeriti i loro portafogli con delle vere e proprie “tangenti” nelle bollette dell’acqua".
E Di Lieto ricorda: "Vista l’assoluta indifferenza della politica calabrese, abbiamo chiesto alla Procura di liberarci dall’odiosa “tangente” contenuta nelle bollette dell’acqua. I comuni Calabresi impongono ai cittadini somme determinate in maniera illegittima - prosegue Di Lieto.Tanto perché nonostante la competenza per determinare gli aumenti sia dello Stato, in Calabria gli aumenti sono stati decisi con atti della Regione o direttamente da SoRiCal".

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Per il Codacons si tratta di "una illegittimità sottolineata dalla Corte Costituzionale, dalla Corte dei Conti e, addirittura, dal Comitato di Consulenza Giuridica della Giunta Regionale, che ha sollecitato la Regione al ripristino della legalità tariffaria stabilendo che SoRiCal deve operare dei conguagli in favore dei Comuni calabresi per quanto versato in più rispetto alle tariffe legali. Si tratta di una vera e propria truffa, perpetrata nel silenzio generale e con complicità diffuse - conclude Di Lieto - che ha portato i calabresi a pagare tariffe maggiorate per 190 milioni di euro".

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