
di LUIGI COLELLA
Settecentocinquanta chilometri separano Capalbio da Catanzaro Lido. Una distanza che non è soltanto geografica, ma culturale. È la distanza tra due modi opposti di intendere la costa, il paesaggio, il futuro.
Da una parte, territori che investono nel recupero degli ecosistemi dunali, ricostruendo i cordoni sabbiosi, ripiantumando specie autoctone, arretrando le infrastrutture per restituire spazio alla dinamica naturale (progetto Ecosistema Duna). Dall’altra, tratti di litorale dove le dune vengono calpestate, spianate, modellate per trasformarsi in piste temporanee, piegate a un’idea di intrattenimento che ignora la loro fragilità.
Non è una contrapposizione tra sport e ambiente. È una domanda più profonda: perché compromettere ambiti naturali già a rischio? Perché considerare la duna un ostacolo allo “sviluppo”, quando è invece una delle nostre infrastrutture ecologiche primarie?
Le dune non sono semplici cumuli di sabbia. Sono architetture lente, sistemi viventi modellati dal vento e dal mare. Funzionano come barriere naturali contro l’erosione costiera, proteggono l’entroterra dalle mareggiate, custodiscono biodiversità, ospitano specie vegetali e animali altamente specializzate. Sono dispositivi di resilienza ambientale in un tempo segnato dall’innalzamento del livello del mare e dagli eventi climatici estremi.
Settecentocinquanta chilometri, due visioni del mondo. In una, la duna è riconosciuta come patrimonio da rigenerare e tutelare; nell’altra, è percepita come superficie disponibile, spazio neutro da piegare a usi contingenti.
La vera distanza, forse, non è nei chilometri che separano Capalbio da Catanzaro Lido. È nella capacità di immaginare il futuro. Un futuro in cui la tutela degli ecosistemi costieri non sia vista come un vincolo, ma come la condizione stessa di ogni sviluppo possibile.
THE LAST BUT NOT LEAST
Eppure, tra le quattro Riserve Naturali Regionali calabresi, l’ultima istituita è la “Riserva Naturale Regionale Le Dune di Giovino”, proprio a Catanzaro Lido, già Bandiera Blu. Un ecosistema dunale raro e prezioso, nato dalla sinergia tra Regione e Associazione Dune Aps, custode di biodiversità unica che merita tutela, rispetto e visione.
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