Commissione speciale anti ‘Ndrangheta, audizione di Patrizia Rodi Morabito: il coraggio di denunciare e la vicinanza delle istituzioni

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Commissione speciale anti ‘Ndrangheta, audizione di Patrizia Rodi Morabito: il coraggio di denunciare e la vicinanza delle istituzioni


  07 agosto 2026 21:13

Si è svolta oggi, sotto la presidenza di Marco Polimeni, l’audizione della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa del Consiglio regionale della Calabria, che ha ascoltato Patrizia Rodi Morabito, imprenditrice agricola della Piana di Gioia Tauro, dirigente di Coldiretti e componente della Giunta della Camera di Commercio di Reggio Calabria.
 
Rodi Morabito è da anni impegnata nel settore agricolo e nella valorizzazione del territorio, ma la sua attività è stata oggetto di una lunga serie di gravi atti intimidatori. Negli ultimi anni sono stati registrati incendi dolosi che hanno interessato coltivazioni di kiwi e ulivi, l’abbattimento di numerose piante, furti di ingenti quantitativi di agrumi destinati alla commercializzazione e danneggiamenti agli impianti e alle infrastrutture aziendali, provocando ingenti danni economici e produttivi.
 
Ai lavori hanno preso parte i consiglieri regionali Antonio De Caprio, Daniela Iiriti, Giuseppe Falcomatà, Enzo Bruno e Giacomo Pietro Crinò, che hanno espresso apprezzamento per la testimonianza dell’imprenditrice e per il coraggio dimostrato nel continuare a lavorare e investire nella piena legalità nonostante le ripetute aggressioni subite.
 
«Abbiamo voluto ascoltare una testimonianza che richiama tutti alle proprie responsabilità. Il coraggio della signora Rodi Morabito rappresenta un esempio importante per l’intera Calabria. Purtroppo sono ancora tante le imprese e gli imprenditori che subiscono intimidazioni, pressioni e tentativi di condizionamento da parte della criminalità organizzata, ma non tutti trovano la forza di denunciare, spesso per paura, isolamento o sfiducia. Per questo è fondamentale che chi sceglie la strada della legalità senta la vicinanza concreta dello Stato e delle istituzioni, affinché nessuno venga lasciato solo e si possa rafforzare la fiducia di chi ogni giorno lavora onestamente sul nostro territorio».
 
Nel corso dell’audizione è stato inoltre evidenziato che la vicenda è già all’attenzione della Prefettura di Reggio Calabria, che la sta seguendo con la dovuta attenzione. La Commissione ha ribadito che situazioni come questa meritano il massimo impegno da parte di tutte le istituzioni competenti, affinché siano garantite sicurezza, tutela e sostegno agli imprenditori che scelgono di operare nel rispetto della legge.
 
«Come Commissione – ha dichiarato il presidente Marco Polimeni – continueremo a seguire con la massima attenzione questa vicenda e a promuovere ogni iniziativa utile a rafforzare il presidio della legalità. Saremo vigili e solerti di fronte a ogni episodio di sopraffazione, di malaffare e di criminalità organizzata, sempre al fianco delle vittime di mafia e di quanti, con coraggio, scelgono di denunciare e di non piegarsi alle intimidazioni. Difendere chi resiste significa difendere la libertà d’impresa, il lavoro, la dignità delle persone e il futuro della Calabria».

«La criminalità rappresenta un ostacolo concreto alla crescita della Calabria e alla libertà d’impresa. Non possiamo accettare che chi investe, crea lavoro e contribuisce allo sviluppo dei nostri territori venga soffocato dalle intimidazioni e dalla violenza. Le istituzioni hanno il dovere di non lasciare soli gli imprenditori che resistono e denunciano».

Lo ha affermato il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente e vicepresidente della Commissione consiliare contro il fenomeno della ’ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa, intervenendo nel corso dell’audizione di Patrizia Rodi Morabito, imprenditrice di Rosarno e vittima di mafia.

Un’audizione richiesta per approfondire la vicenda dell’imprenditrice e, più in generale, le condizioni nelle quali sono costrette a operare molte realtà produttive calabresi esposte alla pressione della criminalità.

Nel corso del proprio intervento Bruno ha legato la testimonianza dell’imprenditrice anche a quanto accaduto poche ore prima a Schiavonea, dove nella notte sono stati devastati i mezzi operativi dell’Italiana Gas S.r.l., azienda guidata dal presidente di Ance Calabria Roberto Rugna e impegnata nei lavori di convogliamento delle acque bianche sul lungomare. Il vice presidente Bruno ha espresso la vicinanza al presidente Rugna anche a nome del presidente Polimeni: «È un episodio gravissimo, che richiama tutti noi alla necessità di contrastare con fermezza la pressione esercitata dalla criminalità sul tessuto economico e produttivo della nostra regione».

In merito alla vicenda di Patrizia Rodi Morabito, Bruno ha espresso forte preoccupazione per quanto emerso dalla sua testimonianza, soffermandosi in particolare sul tema della sicurezza personale dell’imprenditrice.

«La testimonianza di Patrizia Rodi Morabito ci colpisce profondamente. Dobbiamo farle sentire il sostegno dell’istituzione regionale e valutare quali iniziative assumere per sostenere lei e la sua azienda, ma anche le tante imprese che in Calabria subiscono intimidazioni e pressioni criminali. In una regione nella quale abbiamo bisogno di rafforzare il tessuto industriale, manifatturiero e agricolo, non possiamo consentire che l’iniziativa economica venga soffocata dalla criminalità».

«È una battaglia – conclude Bruno – che dobbiamo condurre come cittadini, come consiglieri regionali, come componenti della Commissione contro la ’ndrangheta e come Consiglio regionale. Alla dottoressa Rodi Morabito va tutta la mia solidarietà e la vicinanza dell’istituzione che rappresentiamo. Valuteremo, nell’ambito delle nostre competenze, quali iniziative concrete mettere in campo perché chi denuncia e chi sceglie di continuare a fare impresa nella legalità non venga lasciato solo».