Comune Catanzaro, grossi cambi in vista nell'alta burocrazia di Palazzo De Nobili

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  20 luglio 2026 20:34

Stadio qui e ora, stadio prima e in mezzo riqualificazione ex Gasometro, raddoppio di via Carlo V, ponte sulla Fiumarella e un'altra valanga di interventi nel Comune di Catanzaro. Negli ultimi otto anni, le grandi opere (e non solo) del Comune di Catanzaro sono passate da una persona: Giovanni Laganà. Anello di congiunzione fra Amministrazioni comunali di colore diverso ed eterogenee anime politiche, il dirigente proveniente da Anas e Regione Calabria è da anni il caposaldo della burocrazia comunale. Nell'ultima versione è il coordinatore dell'area tecnica, raggruppando una serie di 'deleghe' in una concentrazione come poche se ne sono viste a via Jannoni.

Ma, come tutte le storie, ogni cosa ha un inizio e una fine. E, in questo momento, ossia a un anno dalle elezioni giallorosse, non si fa che mormorare di una sostanziale novità. La notifica in stile social è che il super manager Laganà è destinato ad approdare in altre realtà. Quelle più a Sud della Calabria. Chi carpisce l'accento dell'interessato ha già capito.

C'è chi parla di pochi giorni dell' 'exit', complice l'incastro delle ferie con l'assunzione del nuovo incarico in altro luogo. Laganà lascerà un innegabile vuoto amministrativo, ma anche politico. Perché se c'era da prendersi carico della pratica più spinosa, la certezza era proprio lui. Ora, l'Amministrazione è chiamata a un'inevitabile fase di transizione. Ci sarà una fisiologica partita sulla distribuzione dei settori lasciati scoperti, fra assistenza tecnica, nuovi e vecchi dirigenti. Non sarà più la stessa cosa, soprattutto, a un anno dalle elezioni. Ma cosa si può sindacare fra un compenso maggiore, una prospettiva di incarico temporalmente più lunga e una vicinanza affettiva innegabile.

Questa è. L'alta burocrazia comunale è chiamata, nelle prossime settimane, a cambiare radicalmente. Si tratta di incastrare i pezzi del puzzle e i desiderata dei vari assessori. Ma, tranquilli, deciderà il sindaco. Come è giusto che sia. In fondo il 'mò' vale per tutti.


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